Magazine Martedì 20 marzo 2007

Amori e intrighi politici a Sanremo

Magazine - Avevamo conosciuto Daniela Rossi alcuni anni fa in occasione della presentazione di un che, lo avevamo capito subito, non sarebbe stato facile dimenticare: raccontare l’esperienza della sordità del proprio figlio fu l’occasione per porsi molte domande: dall’amore materno alla fatica, dalle piccole e grandi conquiste, fino all’esperienza di una mala sanità e all’incontro di alcuni dottori che, più che medici, si rivelavano essere imprenditori dei nostri organi.
A breve verrà trasmesso su Rai Uno il film tratto dal romanzo. Interpreti saranno Elena Sofia Ricci, Gioele Dix e Stefano Pesce. Ma la storia verrà raccontata anche a teatro, con due serate al Teatro Nazionale di Roma.
Oggi Daniela ritorna a Genova sabato 24 marzo, alle ore 18.00, alla Libreria Porto Antico per parlare insieme a Wanda Valli e Giovanni Choukhadarian del suo ultimo libro Il merlo indiano (Ed. Aragno): una storia d’amore tra una giovane donna e un assessore sanremese.

Inizio a leggere questo libro e subito ritrovo la passione e la forza vitale che anima questa scrittrice. Al di là dell’intrigo, che di certo coinvolge, dove la giovane pittrice protagonista si ritrova per amore con il suo Pietro, assessore, coinvolta di riflesso in scandali, avvisi di garanzia, accuse di corruzione in occasione di un periodo sanremese che non faticheremo di certo a riconoscere, al di là di questo, quello che più mi ha fatto vibrare sono, sparse nel testo, le sue dichiarazioni al mondo, chiamiamoli così, “manifesti” di vita e di passione.
Chi è la protagonista se non una donna che fin da bambina ha scoperto l’esistenza di libri come compagni che potessero offrire «la dignità del dubbio e del rifiuto»? Che sognava «da sempre una vita sorprendente. Amori con parole appassionate. Dolci, crudeli, capaci di afferrare per le spalle, strappare gli abiti, fermare il respiro». E ancora, «Fragile al centro dell’incendio di se stessa»?

A Daniela - che così bene in questo romanzo sa descrivere l’amore abitudinario di provincia che vive prima di incontrare l’assessore, che la coinvolgerà invece in una forma di amore combattuto, fatto di menzogne, follie e gesti plateali - non chiederemo se esiste un reale assessore con cui ha avuto questo rapporto (ma se ce lo vuole dire noi così possiamo soddisfare la nostra curiosità):
Daniela, tu hai vissuto davvero questi due tipi di amore?
Sì, ho vissuto questi due tipi di amore: quello che non vola e invita alla quotidianità di gesti e parole caldi, regressivi, rassicuranti. L’altro che sradica in un momento quelle abitudini, le rende intollerabili senza chiedere complicità perché ha in sé la forza attrattiva di un pianeta. Trascina a sé e basta, che lo si accetti o no.
Nel caso della protagonista del romanzo il prezzo dell’esperienza travolgente, che pure desiderava, è molto alto dato che a scatenarla è un politico democristiano (siamo negli anni ’80) accusato di corruzione. Quanto di più lontano da desideri di libertà e passione si possa immaginare. La vicenda è solo in parte autobiografica. Come nei sogni i protagonisti racchiudono caratteristiche di persone diverse, i miserevoli fatti di cronaca giudiziaria sono narrati così come può decifrarli una giovane donna innamorata in cerca di assoluto.

Una seconda curiosità ha a che fare con il titolo. Perché Il Merlo indiano?
Il titolo si riferisce ad un episodio narrato nel libro: un assessore sopprime il proprio merlo indiano perché imita le sue telefonate con l’amante.

Ho definito questo tuo libro passionale, ma a tratti lo trovo anche di uno spietato cinismo soprattutto quando descrivi gli amanti che racimolano i loro indumenti e tornano a casa con l’odore di tradimento, indossando il pigiama di ordinanza. Ed infatti scrivi: «Ogni volta che arriva una fine sento di averla già vissuta». Cinismo? Fatalismo? Realismo?
Il mio primo libro raccontava di un amore che vivo come sacro, quello per un figlio. Un sentimento che nutre, fortifica con l’intento di accompagnare verso la libertà. Libertà di espressione, di crescita, di esperienza. Dopo la meravigliosa fase dell’innamoramento i rapporti tra uomo e donna difficilmente raggiungono questo equilibro. A volte finiscono per assomigliare più a patologie neurologiche che a moti dell’anima.

È sempre bello chiacchierare con Daniela. Al telefono sembravamo davvero due bambine che si passano consigli di libri e idee sulla vita. Frammiste a risate e a discorsi importanti le nostre voci alternavano allegria a consapevole nostalgia.
Grazie Daniela.

di Marina Giardina

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