Magazine Sabato 17 marzo 2007

Il matrimonio secondo Karina Mellinger

Laura ha deciso: lascerà suo marito anche se David è, agli occhi delle sue amiche, l’uomo dei sogni: bello, premuroso e ricco. Molto ricco. Ma a Laura tutto questo non basta più. Ormai odia tutto di lui: il sorriso imperfetto, il modo in cui la guarda, perfino l'accuratezza con cui si prepara un panino nella loro lussuosa cucina.
Ora Laura deve solo trovare un motivo credibile per lasciarlo. Nel frattempo ai due succede di tutto: dall’intrusione della domestica, da sempre innamorata di David, fino alle pretese di una suocera tanto invadente quanto sfortunata. David finisce per avere una storia con la migliore amica della moglie, mentre Laura seduce un agente immobiliare.

Storie di ordinaria follia coniugale quelle raccontate da Karina Mellinger nel suo ultimo libro, Come mollare il marito senza rovinarsi il make-up (Meridiano Zero Editore, 288 pagg., 14 Euro). Torna dunque la formula dell'americana chick-lit – che tradotto suona come “letteratura per pollastrelle” – che da Bridget Jones in avanti ha creato un vero e proprio filone letterario. Certo è che questa Laura assomiglia tanto anche a modelli televisivi di grande successo: a me, ad esempio, ricorda la Gabrielle Solis di Disperate housewives interpretata da Eva Longoria. «La verità è che non ho mai visto un episodio di Desperate Housewives!», mi smentisce l’autrice. Quarantotto anni, londinese, Karina Mellinger ha insegnato italiano e francese a Oxford e poi ha lavorato nel settore marketing in Inghilterra e in Italia. Ma nel 1995 ha lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno ai suoi figli e alla scrittura. «Negli ultimi anni la mia vita è cambiata moltissimo: sono stata fortunata. Ho amato molto la mia carriera, ma scrivere mi dà la libertà di cui adesso sento il bisogno. Essere mamma, inoltre, è la soddisfazione più grande del mondo. È stato invece difficile lasciare l’Italia, dove ho vissuto per cinque anni, per tornare in Inghilterra: il vostro paese mi manca, così come gli amici italiani. Chissà se ho fatto bene ad andarmene…».

Per il suo libro Karina ha scelto però una protagonista inglese. «Mi sembra che le donne italiane, grazie a una struttura familiare più solida, vivano l’esperienza del matrimonio in modo più rilassato e meno solitario». Laura invece è una vera e propria “anti-eroina”: «le eroine sono poco interessanti. Un personaggio “cattivo” non è legato a convenzioni morali e sociali».
Certo è che la la vita coniugale di Laura fa passare la voglia di sposarsi… «credo che sia incredibile pensare di poter essere felici per tutta la vita con la stessa persona. Nonostante questo molti di noi desiderano sposarsi: siamo esseri illogici e amiamo essere guidati dal cuore. C’è un po’ di Laura in ognuno di noi, ma non ho mai conosciuto una come lei!». Per fortuna, aggiungo io.

Consiglio questo libro a chi “non fa mai sesso durante il giorno” perché “è una cosa che non si concilia con la sua acconciatura e il suo perfetto make-up”, «ma anche a chi, uomo o donna, sa che il modo migliore per apprezzare il mondo è vederlo alla rovescia», conclude Karina Mellinger.

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