Concerti Magazine Venerdì 16 marzo 2007

Cristicchi: chiedetevi chi sono i matti

Magazine - Ha appena vinto il Festival di Sanremo, ma non sembra curarsene più di tanto. A Simone Cristicchi importa più l'aver mosso le coscienze di tanti italiani sul tema dei centri di igiene mentale, su cui lavora da anni. La sua Ti regalerò una rosa - insieme a Pensa del "giovane" Fabrizio Moro - ha segnato il ritorno della canzone impegnata al Festival. Quando lo sento lui conferma «non mi interessa essere ricordato come il vincitore di Sanremo - dice - ma mi fa piacere vedere che si è risvegliata l'attenzione della gente». In effetti, dopo la performance di Simone i giornali hanno ripreso più volte l'argomento, mentre lui prosegue il giro promozionale del cd/dvd documentario di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa. Mercoledì 21 marzo 2006 il cantautore sarà alla Fnac (v. XX Settembre) per presentarlo al pubblico genovese. Intanto il 26 aprile inizia anche il tour teatrale di Centro di Igiene Mentale, quindici date in tutta Italia.

«Mettere in luce tutto il lavoro che sta dietro il progetto sui centri di igiene mentale era il mio obiettivo principale». Non si smuove neanche di un millimetro. Insomma, c'è gente come Al Bano che rosica e si sbatte da morire per la medaglia d'argento e lui continua a dire che i successi sono solo strumentali.
Hai deciso di dedicarti a tempo pieno a questa causa? «È un inizio, già è stato un miracolo poterne parlare a Sanremo. Finché ci sarà l'interesse e l'attenzione della gente io continuerò».

Chi è il matto? Per rispondere a questa domanda Cristicchi è andato nei manicomi di Roma, Siena, Volterra, Firenze, Genova e Cogoleto, ha raccontato le storie dei pazienti, pubblicato alcune lettere mai arrivate a destinazione. Hanno collaborato anche alcuni colleghi, come Caparezza, Niccolò Fabi, Samuele Bersani, Ascanio Celestini. E al Dvd è allegato un cd musicale sul tema.
Nel reportage si trova anche un'intervista ad Alda Merini, poetessa che ha vissuto personalmente l'orrore del manicomio.

A proposito di Cogoleto, l'artista dice: «uno dei miei prossimi progetti è legato proprio a Pratozanino. Molti anni fa i pazienti hanno costruito un presepe bellissimo, che poi è stato abbandonato a se stesso. Vorrei restaurarlo e metterlo a disposizione dei cittadini in qualche luogo dove sia visitabile, magari a Genova».

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