Concerti Magazine Lunedì 12 marzo 2007

Tre mesi di Jazz Spring Festival

Magazine - È stata presentata oggi, lunedì 12 marzo 2007, la sesta edizione dello Spring Jazz Festival, la rassegna di musica jazz frutto della collaborazione fra il e il . Quattro serate, diluite fra marzo e giugno, porteranno al Teatro della Gioventù grandi musicisti della scena jazz nazionale e internazionale, tra i quali i nostrani Dado Moroni e Andrea Pozza.

I primo appuntamento è quello del prossimo giovedì 15 marzo, con il Phyl Markowitz Trio: Phyl Markowitz al piano, Jay Anderson al contrabbasso e Adam Nussbaum alla batteria. Ospite d’eccezione il sassofonista romano Maurizio Giammarco, uno dei grandi fondatori della fusion. Il 23 aprile sarà invece la volta dei pianisti genovesi Dado Moroni e Andrea Pozza, accompagnati al contrabbasso da Peter Washington e alla batteria da Lewis Nash.
Javier Girotto Quartet sarà invece protagonista della serata del 3 maggio, con Javier Girotto al sax, Riccardo Arrighini al piano, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Conclude il ciclo di concerti, il 15 giugno, l’omaggio al premio oscar Ennio Morricone: Enrico Pieranunzi e Rosario Giuliani dedicheranno la loro esibizione alle musiche cinematografiche del grande compositore.

Ma la presentazione della stagione concertistica al Teatro di via Cesarea è stata anche sede di un acceso dibattito sul come, dove e quando fare musica in città: «A Genova non ci sono più posti dove andare a bere e sentire musica. Manca quella dimensione e quell’atmosfera che un tempo invogliava i musicisti a venire a suonare nella nostra città», dice il giornalista e musicologo Michele Mannucci. Sono tanti infatti i giovani genovesi che vorrebbero fare musica – nel panorama del jazz come in tutti gli altri – ma non trovano un posto, una 'palestra' dove allenarsi, provare, un luogo d’incontro dove suonare, confrontarsi e divertirsi. «Io lascio il mio locale aperto a tutti i giovani musicisti. Gratuitamente possono venire a suonare e trovano a disposizione tutta l’attrezzatura», commenta Duccia Italiano, ideatrice e presidente dell’associazione Culturale BorgoClub, «ma nessuno si è mai proposto».
Spazi insufficienti o giovani poco entusiasti e propositivi? «Purtroppo i fondi statali sono pochi e i privati non trovano ancora interesse nell’investire in questo settore. L’unica soluzione è quella di essere musicisti autogestiti», conclude Mannucci.

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