Magazine Martedì 6 marzo 2007

Baci e abbracci, Claudia

Magazine - E ho un sacco di cose da dirvi. Innanzitutto, giovedì sera sarò a Milano. A presentare ancora una volta , con la bella e brava Cinzia Felicetti, scrittrice e autrice della Sperlig&Kupfer. Una delle “ragazze di Matera”, per intenderci (leggi la Puntata sul ). Alle 18.30, alla Rinascente di Piazza Duomo. Per parlare un po’ di donne, tanto per cambiare, visto che sarà l’8 marzo. Perciò, se qualcuno di voi si trova a passare da quelle parti, è il benvenuto. Comunque vi relazionerò al mio ritorno. Come sempre.
E poi basta. Questa è l’ultima. Almeno per Cose che capitano.
Perché, e ve lo annuncio ufficialmente, a maggio esce il secondo romanzo.
Ed io sono molto contenta.
Macchè contenta. Felice. Strafelice.

E ora, cari amici, eccovi le ultime. Sono stata al Teatro dell’Archivolto per il progetto curato dalla Feltrinelli, Tre passi avanti, un percorso pensato per i ragazzi delle scuole medie, fatto di attenzione all’ambiente e alla cultura. Niente male. Mica roba da ridere.
Il progetto ludico-educativo è dedicato alle oltre 200 classi di scuole secondarie di 1° grado che hanno aderito nelle città di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. Si tratta di natura, letteratura e musica: tre passi avanti che invitano gli studenti ad andare a caccia dei luoghi più o meno nascosti nella propria città e nei dintorni. Alle classi che hanno aderito all’iniziativa sono stati inviati numerosi materiali, con i quali potranno affrontare le esplorazioni e ricavare spunti per la ricerca sul campo.

E poi c’è il concorso. “Una giuria, composta da rappresentanti della Feltrinelli e del mondo culturale e ambientale, selezionerà per ogni città l'elaborato migliore in base alla pertinenza al tema, all'originalità e alla creatività espressa”. Così dice il bando. Ma la vedo dura. Perché quando i ragazzi ci si mettono, e raccolgono gli stimoli giusti, ecco che vengono fuori certe alchimie e magie del mondo creativo, quello loro, ancora non troppo contaminato. E di solito i risultati sono sorprendenti. Non vorrei essere nei panni di coloro che dovranno decidere a chi dare lo scettro del migliore. Ma sarei molto curiosa di spiare i frutti di tutti questi lavori.

Il primo appuntamento ha avuto luogo proprio qui a Genova, al Teatro dell’Archivolto. I ragazzi sono entrati e hanno preso posto, dapprima diffidenti. E con ragione. Lo erano anche le professoresse. Ne conoscevo un paio. Una era una compagna di liceo. Ma quanto dura?, mi domandavano, perché sai com’è, tenerli buoni è una fatica, e attenti è anche peggio. E in effetti sono riaffiorati certi ricordi di liceale. Anche io a scuola ho dovuto sorbirmi alcuni appuntamenti noiosissimi. Andavo al Deledda. Ricordo una volta, e chi se lo dimentica?, un film della durata di quattro ore e mezza: per la precisione era l’opera, cantata in tedesco, L’anello dei Nibelungi. Con sottotitoli però. Insomma, un disastro. Abbiamo dormito per quasi tutto il tempo. C’è anche stato chi è scappato, preso dalla disperazione. Unica consolazione dopo tale tortura, fu che il giorno seguente, visto che era inverno e la sala del cinema (allora il Verdi) la mattina non era riscaldata, la nostra professoressa di tedesco si era presa il raffreddore e aveva la febbre. Alta. Dopo tanto sadismo, un po’ di giustizia e sana provvidenza.

Insomma, da principio qualche preoccupazione c’era anche questa mattina. Ma poi tutto è filato liscio. Anzi, devo dire che è andata proprio bene. Entrare in sintonia con i ragazzi di quell’età, affascinarli e solleticare il loro protagonismo non è cosa facile. Ma il progetto Tre passi avanti ci ha preso in pieno. È stata infatti una mattinata intensa, divertente, giocosa, con un pubblico che ha partecipato attivamente alla proposta, con interventi, domande e battute. Da principio Paolo Soraci della Feltrinelli ha raccontato un po’ di cose a tutti, per spiegare come era nata questa idea e come si sarebbe sviluppata. E lo ha fatto in modo leggero. Ma assolutamente non superficiale. Perché i ragazzi mica vogliono essere presi in giro. Poi Francesca Salvi ci ha portato per mano in un percorso ambientale con domande e curiosità varie e con l’ausilio di schede che venivano proiettate su un grande schermo. C’erano i soliti che sapevano tutto. Quelli che rispondono sempre a tutte le domande. Beati loro.

Io per fortuna non dovevo rispondere. E meno male. Ho preso un’upupa per un beccaccino, tanto per cominciare.
E poi finalmente le letture. , con la sua bellissima voce, ha letto due grandi poesie di due grandi poeti. Caproni e Montale. E le ha lette come le sa leggere lui. I ragazzi sono rimasti incantati, in silenzio, come rapiti. Non volava una mosca. E poi, pensate, dulcis in fundo, ha letto parte di un mio racconto (che onore!) e lo ha letto tanto bene che alla fine ho pensato, ma l’ho proprio scritta io quella roba lì? E la soddisfazione più grande è stata sentire che i ragazzi ridevano, che si divertivano sul serio. È un racconto ambientato nel Quartiere di San Pietro, le famose Lavatrici, che uscirà sul prossimo numero di Legendaria, tutto dedicato a Genova e alla Liguria.

Insomma, si è parlato tanto di ambiente e di cultura, ma nel modo giusto. E si è parlato anche di poesia, e di quanto sia importante leggere o scrivere o dipingere o comunque trovare una qualche forma di espressione, che ci fa vivere tanto meglio tutti. I ragazzi hanno passato due ore gradevoli. Il bello era vederli intervenire senza vergogna e senza indugi.
Il più sincero di tutti? Un ragazzino a metà sala, coi capelli rossi, che alla mia domanda “in quale posto porteresti un amico di un’altra città“? , dopo le varie risposte dei compagni, quelle che piacciono alle professoresse e alle mamme, del tipo a Palazzo Ducale, a Palazzo Rosso, ai Parchi di Nervi, a Boccadasse eccetera, ha risposto: Io lo porterei allo stadio. Scroscio di applausi. Evviva la spontaneità.
Non ho osato chiedere a vedere cosa e quale squadra. Altrimenti avrebbero potuto sorgere intoppi e problemi d’ordine. Quelli da derby.

Vi abbraccio. Forte.

Se volete contattare Claudia ecco il suo indirizzo:

di Claudia Priano

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