Concerti Magazine Lunedì 5 marzo 2007

Micol Barsanti: dal sogno alla realtà

© www.micolbarsanti.it

Magazine - Era il 1993, più o meno in questo periodo dell'anno. Laura Pausini vinceva a Sanremo con "La solitudine". E una ragazzina di 13 anni se ne stava incollata allo schermo, con aria sognante, folgorata da quella canzone e da quella brunetta romagnola, poco più che diciottenne.
In quel momento decide cosa farà da grande: la cantante.
Detto fatto. Oggi Micol ha inciso un singolo - (già tra i primi 20 pezzi scaricati da iTunes) - e a breve, il 30 marzo, uscirà anche il suo primo album. Tutto targato , la casa discografica di Jovanotti. Insomma, una bella soddisfazione e un sogno che si realizza.
Genovese, cresciuta a pane e Vasco Rossi – grazie alla passione del padre – e ascoltando altri musicisti italiani, come la Nannini, Pino Daniele, Venditti, Micol si lancia a capofitto nel mondo della musica. Inizia a studiare chitarra ed entra anche nel CET di Mogol: «un bel biglietto da visita», mi dice lei. Poi l’incontro con l’attrice romana Cecilia Dazzi: «Avevo iniziato a scrivere canzoni e cercavo di farle conoscere in giro, mandandole a destra e a manca. Cecilia – che aveva già scritto dei pezzi per Nicolò Fabi – le ha ascoltate e le sono piaciute. Così abbiamo iniziato a lavorare insieme e siamo diventate amiche». Scrivono una dozzina di pezzi e preparano un demo. Da lì a poco Jovanotti lo avrebbe ascoltato e avrebbe chiesto a Micol di entrare a far parte della sua squadra.
Anche un po’ di fortuna quindi? «Sì, la fortuna è stata un elemento fondamentale. Ma non basta, bisogna andarle anche incontro, senza smettere di credere in quello che si fa, se è davvero ciò che si desidera». Poi, la scorsa estate, arriva il tour con Jovanotti: «A inizio concerto salivo sul palco prima di lui. Nessuno se lo aspettava. E, superata l’emozione della prima serata, è stata un’esperienza indimenticabile».

Ma parliamo un po’ del singolo: davvero carino, con un video altrettanto originale e divertente. Avete presente quei cartelloni che ci sono fuori dai cinema, coi personaggi dei film e un buco dove mettere la testa? Il video è più o meno così: Micol canta e davanti le vengono messe fotografie con un buco al posto del volto. Micol diventa così top model, infermiera, sciatrice, suora. «Ti è piaciuto?? – mi chiede entusiasta - mi sono divertita un mondo a girarlo. Lorenzo - Jovanotti, si intende – mi diceva: "Guarda di qua. Mettiti così. Fai le facce". Io eseguivo, ma senza sapere cosa sarei diventata, che immagini aveva scelto».

Al telefono Micol ride, sembra euforica e ancora un po’ incredula per tutte queste novità. Come darle torto. Trovarsi catapultati in un mondo che si ha sempre sognato, entrare a farne parte, accanto a personaggi che si vedevano così distanti. Magari proprio accanto a quei cantanti dei quali si fischiettavano le canzoni, quelli "famosi", che si vedono in TV, si ascoltano alla radio, si comprano nei negozi di dischi.
Ma come nasce una canzone? «Per me è un modo di comunicare. Ho qualcosa da dire e lo scrivo, lo suono con la chitarra. Spiegarlo è difficile». Del resto, lo diceva anche Vasco: "Le canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole".
Progetti futuri? c’è già qualcosa in programma? «Sto mettendo su una band e tra poco inizierò un tour nei locali italiani. Lorenzo dice che devo iniziare a camminare un po’ con le mie gambe». E a giudicare dal grande successo che ha ottenuto nel giro di pochi giorni, siamo sicuri che non farà fatica.

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