Magazine Martedì 27 febbraio 2007

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Cara Antonella,
ti scrivo con le mani che mi tremano, perché ho appena letto la lettera del 9 gennaio 2007: è la mia storia, è come se l'avessi scritta io... solo che sono "un poco più avanti" della protagonista. Ho scelto di rinunciare a lui per disperazione, perché era arrivato a rendermi la vita impossibile.
Io ho 31 anni, lui quasi 40, bello, intelligente con un matrimonio fallito alle spalle (peraltro archiviato) un figlio e una successiva convivenza (l'unica donna che abbia mai amato, sostiene lui); lei lo ha lasciato. Lui, molto immaturo e alla continua ricerca di emozioni, incontra me, persona stabile e concreta, a tre mesi dalla fine di questa convivenza che lo aveva letteralmente distrutto.
Mi si aggrappa tipo zaino e inizia un periodo bellissimo: condividiamo tutto, anche i suoi pianti e le sue crisi esistenziali. Sento crescere piano piano un sentimento reciproco.

Questo idillio finisce nel momento in cui gli chiedo - dopo alcuni mesi - che cosa rappresento per lui (un "ti stai innamorando di me?" tra le righe) e lui mi risponde di amare ancora la ex. Lo lascio. Comincia così il mio calvario: mi rendo conto di non riuscire ad andare avanti, mi manca terribilmente la nostra felicità e la persona che mi era sempre accanto e mi chiamava otto volte al giorno. Io gli avevo dato tutto, troppo sicuramente: sicurezza, appoggio, sesso, amicizia, notti ad ascoltarlo fino al mattino... e lui pensava ancora all'altra. Dopo due mesi nei quali lui continua a cercarmi e io a non vivere, una sera decidiamo di riprendere qualcosa senza dirci nulla.
Lui però diventa più freddo, fa la sua vita e mi fa del male in continuazione: nega a parole di amarmi ripetendo che mi vuole solo un gran bene, mi parla di altre donne che gli piacciono, fa serate con gli amici in locali in giro per l'Italia ma mi chiama, sempre, anche mentre sono in vacanza con le mie amiche: è onnipresente.

Fa quello che vuole, ma mi fa scenate di gelosia. Io mi rendo conto di tutto e, sfinita con esaurimento nervoso, scelgo di aspettare che mi deluda totalmente per staccarmi da lui. Questo avviene due mesi dopo questo ritorno. Continuo a soffrire, ma sparisco. Lo rivedo tre mesi dopo e lui viene a parlarmi dicendo che io sono una delle persone più importanti della sua vita e che ha scelto di non amarmi perchè, se fosse tornata la ex, avrebbe voluto riprovare con lei.
Ricomincia a chiamarmi e a farsi vivo nella mia vita, ma senza mai nessun argomento concreto e la situazione oggi non è mutata. Recentemente, parlando con un'amica comune, ha decretato di avermi voluto e di volermi tanto bene, ma non ha mai pensato che io fossi la donna per lui - forse perchè sono stata troppo presente - ma comunque di essere alla ricerca di emozioni e che spera d'incontrare finalmente qualcuna che gli faccia battere il cuore: non gli succede "dai tempi della sua ex", che oggi dice finalmente di non amare più.
Premetto che io vado avanti con la mia vita e ho conosciuto altre persone, ma questa ferita resta aperta.

Non accetto di averci davvero creduto e provato fino in fondo e di ricevere in cambio una marea di cattiverie. Ma per un anno ce l'ho avuto accanto. E non è solo orgoglio, ma voglia di lui in quanto ho sentito che con me era felice davvero e sentivo il sentimento crescere anche da parte sua. Ed io ero felicissima. Ti chiedo un commento, Antonella, su qualcosa che il tempo non sta cancellando e che se non trovo una ragione plausibile non mi farà più credere nell'amore. Perché oggi mi ritrovo depressa e demoralizzata per aver aperto il mio cuore a qualcuno che ha preso finchè ha potuto e poi se n'è andato con un semplice "non mi è scattato".
Ma a 40 anni l'amore non dovrebbe essere sesso stima e rispetto? O solo emozioni? Mi piacerebbe anche sentire un commento di Iris, che peraltro ha vissuto un'esperienza molto simile alla mia, provando gioia nel darsi completamente. Grazie di cuore.

Lina


Cara Lina,
il primo e più ovvio consiglio è: cambia numero di cellulare e proibisci alle tue amiche di darglielo. Già che ci sei, non rispondere mai al fisso e usa la segreteria telefonica come filtro.
Questo per dare un taglio definitivo, recuperare un po' d'orgoglio, risentirti indipendente. Un piccolo gesto simbolico insomma, anche se all'apparenza stupidino e nel quale è possibile leggere una ripicca. A te non deve importare come viene interpretato. Quello che conta è un'azione che tagli definitivamente i ponti. Lo stesso vale per gli amici comuni. Fai una pausa, disintossicati. Il tuo quarantenne immaturo capirà che c'è chi riesce a dire "basta" e non tornare indietro. E magari scoprirà che eri il suo vero amore, che non se ne era reso conto... Solo che lo racconterà a una terza vittima comprensiva.

Care mie, e parlo a tutte quelle che ci sono passate, ci stanno passando o magari ci passeranno: siate realiste, "chiedete l'impossibile!" come dicevano i francesi nel '68. Dove l'impossibile non sono le infinite spiagge di sogni nascoste sotto il selciato cittadino (sempre '68, per voi ragazzine/i), ma un uomo che esca dal solito schema infinitamente ripetuto del rapporto di potere, impermeabile al detto delle vostre bis o trisnonne: in amor vince chi fugge.
Insomma, smettete di innamnorarvi di stronzi con una maschera ben collaudata e cercatevi un uomo disposto a condividere le responsabilità, oltre che il piacere. Lo so che sono pochissimi e che la maggioranza di loro è mortalmente noiosa. Ma ce ne sono - lo giuro, li ho visti, ne ho conosciuti e ne frequento alcuni (che non vi presenterò, tengono famiglia e sono felici...) - e aspettano donne che non abbiano ideali televisivi, ma una vita vera da vivere.
Auguri, aspettando Iris...

Antonella

di Antonella Viale

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