Magazine Venerdì 23 febbraio 2007

Orrore e follia ad Elm Haven

© www.gargoylebooks.it
Bildungsroman. È così che gli anglofili chiamano i romanzi di formazione.
Sono testi in cui l'autore utilizza il suo talento per raccontare pensieri e paure della propria infanzia. Esattamente come in Io non ho paura, il magnifico romanzo di Niccolò Ammaniti, anche nell' (Gargoyle Books, 640 pp 17,50 Euro), opera seconda di Dan Simmons, uno dei migliori scrittori americani del ventesimo secolo, sono i bambini ad essere protagonisti.

È il giugno del 1960 e siamo in Illinois, in un America pronta ai grandi cambiamenti che sarebbero arrivati di lì a poco e nella quale i protagonisti sarebbero stati uomini straordinari come JFK o Martin Luther King.
La scuola è appena finita e cinque ragazzi - abbandonata la sinistra Old Central School - si preparano all’estate. Messi da parte compiti e professori, comincia per loro il più bel periodo dell’anno, fatto di sgroppate in bicicletta, partite a baseball e battaglie simil-violente tra bande. Ma per i ragazzi di Elm Haven l'estate del 1960 sarà anche l'ultima della loro fanciullezza. Comincia un incubo che affonda le sue radici all’origine stessa della Storia e ha come epilogo nientepocodimenoche l’Apocalisse, un bel incentivo per diventare grandi.

Il libro, un horror in stile Lovercraft che ricorda moltissimo It – il capolavoro di Stephen King – parla della linea d’ombra che divide il bambino che era dall’adulto che verrà.
Simmons costruisce una trama ad altezza di bambino riportando il lettore al periodo del fanciullo, a quando si credeva a Babbo Natale, a quando si andava a letto dopo aver guardato sotto il letto e a quando – nella notte più buia e nel terrore più nero – bastava un buon gelato e una luce lasciata accesa per dimenticare tutto.

Il mondo costruito dall'autore, che prima di darsi al romanzo è stato insegnante per bambini prodigio, si ferma a un metro e mezzo e, come nei , gli adulti appaiono solo fino alle ginocchia. Sono accennati, lasciati al margine, presenti solo perché necessari e relegati a un mondo parallelo, incapaci – salvo una sola eccezione (lo zio di uno dei protagonisti) – a comprendere cosa stia accadendo attorno a loro.

Chi conosce Simmons sa che pur avendo dato il meglio con il ciclo di Hyperion (se non lo avete ancora letto, fatelo!), riesce sempre e comunque a sorprendere. Non è schiavo di un genere, ma è capace di far incontrare e appassionare lettori diversi; dal giallo all'horror, dalla fantascienza al romanzo storico, il mondo di Simmons attinge da tanti generi, da Simenon a Poe, da Gibson ad Omero passando per Remarque ed Hemingway. Da ogni genere prende qualcosa che rivede e corregge a modo suo, senza mai essere banale. Per comprenderlo basta leggere e Olympos, la sua ultima saga che, in attesa che Mondadori termini di pubblicarla (biasimevole la scelta di una pubblicazione a puntate prima che a quanto pare a prezzo intero!), raccoglie epica, fantascienza e paranoie del nostro tempo tutte assieme appassionatamente. Dalla Grecia antica al futuro anteriore.

Rileggere oggi , scritto nel 1991, equivale a guardare da dove sia partito uno dei migliori novellers contemporanei per apprezzarne ancora di più la crescita.
Nell’orrore di Elm Haven – capace di toccare punte notevoli – si incontrano i papà di quei personaggi che da grandi diventeranno parte dell’affresco fantascientifico dedicato alla poesia di Keats. E non è tutto, perché il seguito dell'Estate della paura, A winter hauting, scritto nella piena maturità, non solo è già pronto, ma sarà nelle librerie italiane già nel 2007, sempre made in Gargoyle!, che come per la prima parte, garantisce una traduzione assolutamente fedele al Simmons style. Da paura!

Se una storia avvincente e a tratti spaventosa non vi basta sappiate che il libro non si chiude con la fine del romanzo ma con un’appendice, curata dallo scrittore e saggista Riccardo D’Anna, in cui si analizza con cura il testo in tutti i suoi aspetti: dall’ispirazione ai tributi e che rende onore ai frutti che oggi – a distanza di quindici anni dalla prima pubblicazione – il libro di Simmons continua a raccogliere.

Uno solo consiglio: quando lo avrete finito, prima di andare a letto, non spegnete la luce. Non avete idea di quello che si nasconde nel buio!
di Francesco Cascione

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