Magazine Giovedì 22 febbraio 2007

Segnali di Fumetto

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Magazine - Nel mondo dei fumetti siamo disposti ad accettare ogni cosa. È un mondo di fantasia e quando è la fantasia a comandare non è lecito farsi domande, non è opportuno pretendere le risposte. È un po’ come nelle barzellette. Nessuno si è mai chiesto perché un francese, un tedesco, un inglese ed un italiano si trovassero sempre e comunque nelle situazioni più paradossali. Nessuno che si chieda chi fosse, in realtà, il fantasma formaggino.

Ma cosa succede quando si cerca di soddisfare una curiosità, quando, forse dopo aver bevuto un po’, o dopo una sigaretta al tabacco impoverito, ci poniamo davanti alle icone della nostra infanzia con occhio critico? Quando questo avviene le icone cadono dal piedistallo su cui le abbiamo poggiate con i nostri occhi di bambino e la realtà che ci troviamo di fronte assume tutto un altro sapore, quello agrodolce dell'ironia.
Basta guardare ai supereroi per capire che tanto normali non sono.
Voi vi sentireste protetti se, alzando gli occhi al cielo, in una notte nera che più nera non si può, scorgeste un tizio vestito da pipistrello, oppure uno che, nella fretta di vestirsi ha dimenticato che le mutande vanno messe prima dei pantaloni e non sopra.

Passando ai classici: avete mai capito perché in Goldrake, Actarus, sulla poltrona a reazione, fa un giro su se stesso e poi un altro per tornare alla posizione di partenza prima di combattere? Perché il Daitarn non usa subito l’Attacco solare invece che aspettare ore e ore prima di utilizzarlo? Cosa fanno i cattivi mentre i cinque leoni diventano Voltron. Dico, lo sanno benissimo che Voltron è invincibile, perché aspettare?
Comportamenti e gadget senza senso sono una costanza negli eroi della nostra fantasia, anche quando si tratta delle eroine. Tutti sanno che Wonder Woman ha un aereo invisibile. È un jet che c’è ma non si vede e dalla dubbia utilità visto che lei, dentro, la si vede benissimo. Ma le questioni sono altre. Dove lo posteggia? E soprattutto dopo che lo ha posteggiato, come fa a ritrovarlo? Vaga per la pista in attesa di sbatterci contro?

Tante le domande e tanti i personaggi che vengono ridimensionati nel momento stesso in cui li si porta alla realtà. Persino i personaggi più amati, quelli della Banda Disney, non fanno eccezione alla regola. Diversi i trattati che raccontano di come Topolino&C. siano nati ma su tutti ha carattere autorevole ed esilarante una raccolta di monologhi pubblicati nel 1993 da Claudio Bisio. Nell’opera, intitolata (126 pp, Edizioni Baldini e Castoldi, prezzo 6.20 €) in onore di una delle mucche della Nonna più famosa del mondo, Bisio pone questioni profondissime sulla fantasia criminale che regola il mondo creato da Walt Disney. Ad esempio: avete mai notato che Pluto e Pippo non solo sono due cani ma, soprattutto, sono due bracchi, due cani della stessa razza.
Perché allora Pippo guida la macchina, va al cinema e mangia le noccioline mentre Pluto vive nella cuccia? Per non parlare - racconta Bisio in una delle pagine più esilaranti – di Superpippo.

Il costume di Superpippo è un pigiama con le toppe, non ha neanche il mascherino! Arachidi, pigiama-toppe. Però a Topolinia, quando diventa Superpippo, tutti a dire: «Uh, chi sarà mai in gran segreto Superpippo?» ma siete tutti cretini? È uguale! [pag 36-37].

Con i dubbi sollevati da Bisio è garantito il risultato: divertimento puro. Tra un aneddoto e l’altro scopriamo che Paperino va in giro senza pantaloni ma quando esce dalla doccia copre tutto, che Orazio è un cavallo antropomorfo ma allora perché porta paraocchi e morso, perché Nonna Papera cucina il tacchino? È un po’ come fare allo spiedo un cugino. Per non parlare di Diabolik. Possibile che nessuno si sia mai chiesto chi costruisca i suoi rifugi e, soprattutto, nessuno sa come faccia il ladro più famoso d’Italia ad entrare nella tuta che ha solo un’apertura: quella all’altezza degli occhi!

Tutto questo e altro. Dopo che lo avrete letto niente sarà più come prima, neppure il misterioso e sempre aggiornato Manuale delle Giovani Marmotte.

Consigli per gli acquisti: Consigliare un libro in una rubrica che parla di fumetti potrebbe apparire paradossale ma se il libro è sui paradossi non lo è. Se siete appassionati di fumetti è l’occasione migliore che possa capitarvi per ridere sulle cose che non avete mai osato chiedervi. Se invece non siete molto affezionati ai fumetti e ai loro derivati, dopo avervi ringraziato per essere arrivati fino qui, sappiate che Quella vacca di Nonna papera racconta di un mondo, visto da un trentenne degli anni novanta, che vi farà ridere per quello che è stato e per i nonsense che, nonostante il passare degli anni, non tramontano mai.
Guardate Superman, sono sessant’anni che va in giro e nessuno si accorge che lui e Clark Kent sono la stessa persona! Altro che Superpippo!

Buona lettura!

di Francesco Cascione

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