Magazine Martedì 20 febbraio 2007

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Cara Antonella,
apprezzo molto le tue risposte, sempre dirette, mai consolatorie.
So che non ti è possibile leggere nella mente ma soprattutto nel cuore di un uomo, ma vorrei sentire una tua riflessione sul tema del "ritorno": il ritorno di un uomo che, dopo un anno di intensa frequentazione, passione, si è allontanato affermando di non essere innamorato, e quindi di non potermi dare quello che io meritavo (amandolo).
Siamo entrambi adulti: lui ultraquarantenne, io con dieci anni in meno, ma
comunque una donna. Entrambi con vissuti ed esperienze che ci hanno lasciato cicatrici dentro. Io forse, rispetto a lui, non ho perduto però la voglia di vivere le emozioni, senza paura.
Una donna innamorata che l'ha riaccolto quando mi ha nuovamente cercata, nuovamente voluta nella sua vita - poco dopo in realtà - ma certo le parole a volte pesano come macigni.
Ora vivo questa nostra nuova intesa come un dono, ma a volte mi chiedo cosa l'abbia spinto di nuovo verso di me: l'amore? La tristezza del sentirsi di nuovo solo? La mancanza del mio amore?
So che potrei semplicemente chiederglielo, ma ahimè - e so che forse mi "sgriderai" per questo, se vorrai rispondermi - non ne ho il coraggio.
Cosa ne pensi?

Un caro saluto
Chiara

Cara Chiara,
figurati se ti sgrido, dieci anni di differenza sono tanti - sto parlando delle rispettive esperienze - ed è normale che tu sia più dipendente di lui. Innanzitutto - per quello che mi è parso di capire - per via della sua immagine di uomo disilluso, forse cinico, poco motivato, che è un vero classico e non sbaglia un colpo o quasi. Poi, appunto, perché lui ha molta più esperienza di te ed evidentemente la sa usare. Infine perché tu sei innamorata, magari lo è anche lui, ma il rapporto di potere sembra tutto dalla sua parte.
Quindi hai tutte le giustificazione del mondo. Compresa quella - dico per dire - di avere paura che lui si sia allontanato perché aveva trovato un altro interesse e non era stato abbastanza corretto da dirtelo. Da un certo punto di vista è meglio così: meglio assumersi le responsabilità senza tenere l'altro sulla corda. Le confessioni sono spesso armi terribili. Chi confessa si leva di dosso - o da dentro - una parte della responsabilità e chi subisce la confessione si trova spesso nella scomoda e penosissima condizione di dover operare una scelta che non gli spetta.

Sai, io non gli chiederei perché è tornato. Come spesso accade credo che tu lo sappia, ma preferisca che sia io a dirtelo, o fartelo immaginare. Gli chiederei che intenzioni ha. Se ha voglia di vedere la vita come una possibilità o se preferisce continuare a struggersi e scappare quando gli gira.
Cara Chiara, non temere che lui si arrabbi o si rinchiuda in se stesso o qualunque altra cosa del genere.
È tornato, no? Allora vuol dire che il rapporto di potere forse si sta equilibrando un poco. Approfittane, cerca di costruire un rapporto adulto - come sembri desiderare - senza equilibri instabili di potere. Cancella quello che è successo, ma solo se riesci a parlare onestamente di ciò che potrete fare insieme. Che, l'ho detto credo un paio di settimane fa, vuole proprio dire insieme e quindi non prevede fughe o scappatelle o arrivederci, non ti amo, ma magari - visto che l'ho passata liscia una volta - tornerò...

Auguri,
Antonella
di Antonella Viale

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