Magazine Giovedì 15 febbraio 2007

Segnali di fumetto

Siamo alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti... ...tuttavia la razza umana era sopravissuta...

Sarà perché noi giovani nati negli anni Settanta siamo eternamente affezionati alle cose della nostra infanzia, sarà perché il Segnale di Fumetto della settimana scorsa, dedicato ad , ha scatenato vere e proprie vampate di nostalgia, sarà perché le mie collezioni e ricordi mi stanno seguendo verso la una nuova casa: anche questa settimana ho deciso di dedicare, agli affezionati di ieri e ai neofiti di oggi, uno spazio che arriva direttamente .
Sconfinati deserti, violenze inaudite e pochi eroi pronti a sacrificarsi per salvare i deboli, i reietti. È questo lo scenario – volutamente ispirato a Mad Max, l’eroe impersonato da Mel Gibson – in cui si sviluppa la trama di uno dei manga più amati ed odiati: .

Se da un lato l’ascesa della vanta innumerevoli appassionati, che da almeno vent’anni guardano e riguardano la serie, leggono e rileggono i fumetti, altrettanti sono i detrattori che – preoccupati dai contenuti del fumetto – temono che la violenza generi violenza e preferiscono la censura all’approfondimento.

Al di là dell’eterna questione su quale sia l’influenza dei media sulle persone, Ken il guerriero è effettivamente un fumetto violento, nel quale morte e versamenti ematici si moltiplicano di puntata in puntata. Ma basta andare al di là della prima impressione per capire che oltre ai cazzotti c’è di più.
Il fumetto, nato dalle idee di Tetsuo Hara e Yoshiyuki Okamura, racconta di un periodo storico – gli anni ottanta – e di un paese – il Giappone – in cui il timore dell’Olocausto atomico non era solo un’ottima ispirazione per serie a fumetti e film ma qualcosa di più: era un destino possibile e paurosamente vicino e soprattutto un incubo vissuto sulla propria pelle alla fine della Seconda Guerra Mondiale .

Il mondo raccontato dai creatori di Ken – sconvolto da una guerra senza vincitori – è precipitato in un periodo oscuro, nel quale sono i più forti a dominare e i più deboli a soccombere. In questo scenario è dovere di alcuni campioni emergere e destino di uno, l’ultimo erede della Divina scuola di Hokuto, riportare pace e serenità.
Tanti gli spunti offerti dalla saga: dal rispetto per l’avversario, alla speranza in un futuro migliore. Ken è un buono di nuova concezione: puro di cuore e malinconico, mai felice, intristito da un destino che prevede per lui solo battaglie: un vinto, non un vincitore.
Nella trama intessuta da Tetsuo Hara ogni avversario – inizialmente visto come incarnazione del male – viene psicanalizzato trasformandosi da carnefice a vittima che trova nella sconfitta, e nella morte, la sua redenzione.
Non è un caso che il protagonista non sia il personaggio più amato da tutti. Nelle classifiche degli appassionati un posto d’onore meritano Toki – il fratello asceta di Ken – Rey – avversario prima e amico poi – ma non solo i buoni ad essere amati. Come avviene in Star Wars, in cui Dart Feder si redime e viene amato, succede lo stesso anche agli avversari di Ken. Da Sauzer a Shin fino ad arrivare all’antagonista per antonomasia, Raul, mostrano un lato umano in cui l’amore e il sacrificio supremo sono più forti dell’ambizione personale.
Tutto questo fa di Ken il Guerriero un fumetto adulto, in cui la violenza è il mezzo, non il fine e nel quale è l’amore, non l’odio, il sentimento dominante. Per capirlo è sufficiente andare oltre la prima impressione.

Consigli per gli acquisti:
Se ancora non avete letto un albo, visto una puntata o un lungometraggio dedicato alla Divina Scuola di Hokuto, non abbiate paura. Del fumetto ne esistono almeno tre versioni, l’ultima delle quali, giunta al suo settimo numero, è un formato maxi – edito dalla star comics - e accompagnata da una resina di uno dei protagonisti: imperdibile!
Se poi vorrete saperne di più, a breve uscirà in edicola il numero 29 di Ken: le origini del mito. Il fumetto, ideato e curato dal magnifico due Hara-Okamura, è un prequel della saga ufficiale ambientato nella Shangai degli anni venti. Buoni i disegni, lo scenario storico e l’idea. Un po’ meno la trama. L’originale rimane inarrivabile.
Buona Lettura
di Francesco Cascione

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