Concerti Magazine Sabato 10 febbraio 2007

Genovatune.net

Il gruppo è un progetto di Morgan Bellini, che molti conoscono come dj e organizzatore di concerti alla , coadiuvato da Stefano Parodi, già bassista nei White Ash.
La Stanza Di Swendenborg è il loro primo disco vero e proprio, dopo un demo circolato parecchio in città. Ammetto che, non so per quale pregiudizio, mi aspettavo un disco più duro, più pesante, più "metallaro".

Invece basta la cinematografica title track (audio preso da The Kingdom di Lars Von Trier, per entrare in un disco decisamente psichedelico, un autentico viaggio mentale di (purtroppo solo) quaranta minuti, più vicino ai Godspeed You! Black Emperor di quanto uno si possa aspettare.
Emergono anche influenze più dure (gruppi post-hardcore come Isis e Jesu i primi nomi che vengono in mente, oltre al giro legato ai Neurosis e alla loro etichetta), ma l'impressione è più quella di avere di fronte una versione più pacificata dei God Machine più dilatati, soprattutto in Floaters, che vorresti non finisse mai; e ogni tanto emergono riferimenti new wave e addirittura qualche passaggio potrebbe far sfuggire il termine prog, per via di certe atmosfere quasi floydiane.

Disco strutturameto in maniera intelligente il loro, in cui pause semi-acustiche (Love, Il Faro e la ghost track finale al termine di qualche minuto di silenzio) o ambientali (il drone di marca Earth di Vanja) riequilibrano i momenti più duri, e in cui c'è spazio persino per le sperimentazioni sonore di Claudio Parodi, ospite nella conclusiva Good Morning Vanessa Van Basten.

Rimane giusto da citare quella Giornada De Oro che sin dal primo ascolto si è rivelata - almeno per me - come il vertice del disco, autentica scheggia di psichedelia californiana caduta per sbaglio a Genova.
Perfetto per occupare il vostro lettore mp3 mentre tornate dal lavoro o dall'università e avete bisogno di dimenticare il mondo intorno a voi, definitivo per quei viaggi mentali che partono e terminano nella propria stanza: sta al vostro stato d'animo quanto abbandonarsi al loro flusso sonoro, sappiate però che non potrete permettervi di tenerla come semplice sottofondo sonoro.

In definitiva un ottimo punto di partenza vero e proprio per l'avventura Vanessa Van Basten, un disco che potenzialmente potrà piacere a diversi tipi di ascoltatori proprio perché sfugge a definizioni più precise, ora però vogliamo anche vederli in azione sul palco.

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Dobbiamo parlare Di Sergio Rubini Drammatico Italia, 2015 Vanni, cinquant’anni, è uno scrittore affermato. Linda, trenta, collabora nell’ombra ai suoi romanzi. Hanno un attico in affitto, nel centro di Roma. Forti del loro amore, al matrimonio hanno preferito la convivenza. I loro migliori... Guarda la scheda del film