Concerti Magazine Venerdì 9 febbraio 2007

Gog: melting-pot alla Quartetto Brodsky

Lunedì 12 febbraio, alle 21.00 presso il Carlo Felice, prosegue la stagione della Gog. In programma il concerto del Quartetto Brodsky. Musiche di Javier Alvarez (1956), Aaron Copland (1900-1990) e George Gershwin (1898-1937). Ingresso 15-25 Eu.

Scorrendo il programma di concerti della , si rimane affascinati dalla varietà di autori, interpreti, generi che si susseguono di lunedì in lunedì. L’edonistico desiderio di sfruttare quanto più possibile questa incredibile melodiversità (neologismo coniato or ora rubando ai biologi la biodiversità delle foreste pluviali) provoca la comparsa nella mia mente di acerbo ascoltatore di un temerario e anarchico proposito: sedermi tra le poltroncine rosse del Carlo Felice senza sapere assolutamente niente di chi suonerà cosa. Aspettare che si abbassino le luci per sapere se entrerà una banda di ottoni in divisa militare, oppure uno dei migliori pianisti viventi, o ancora due quartetti mischiati insieme (ogni riferimento a concerti realmente avvenuti durante la stagione GOG in corso è totalmente casuale).

Provo a immaginarmi cosa potrebbe accadere lunedì prossimo, il 12 febbraio. Entra un quartetto d’archi; scoprirò solo più tardi, magari con un’innocente domanda ad un vicino stupito ed un po’ scandalizzato della mia impreparazione (per esempio una di quelle vecchie signore che già una settimana prima di andare all’opera sanno a memoria il libretto, battuta per battuta), che si tratta del quartetto Brodski, formazione inglese di ottima qualità e lunga esperienza (fondato nel 1972), con ottime frequentazioni nel jazz e nel pop (Dave Brubeck, Bjork, McCartney) oltre che naturalmente con la migliore musica da camera.

Ma cosa suoneranno? Le prime note portano lontano, lontanissimo, in poco tempo ci ritroviamo al di là dell’Oceano Atlantico, ma non sono gli Stati Uniti, è qualcosa di più caldo, più latino; sicuramente molto attuale; la solita signora del posto accanto (da non confondere con la più piacevole ragazza della porta accanto) informerà che si tratta di Javier Alvarez, compositore messicano vivente, mescola sapientemente musica d’avanguardia con un po’ di folklore caraibico. Come inizio non è male. Finisce il pezzo. Applausi. Cosa mi aspetterà adesso?
Ancora qualcosa di contemporaneo sembra, potrebbe essere ancora America, ma più a nord.sembra quasi jazz. Sarà Aaron Copland? Di nuovo applausi.
Un altro. Questo è facile, si assomiglia al precedente. C’è sempre qualcosa di jazz, un pizzico di melodie popolari, non può essere che Gershwin!
E poi si ripasserà un’altra volta ai Caraibi, con un altro messicano, Mario Lavista, e in seguito, in un andirivieni divertito e divertente tra nord e sud, al neoromanticismo yankee di Samuel Barber. E infine dopo l’intervallo il coup de theatre. Tchaikovsky! Davvero il più ardito dei melting pot post-moderni.

Ecco. Questa è la GOG. Accostamenti sorprendenti, cambi repentini, scoperte musicali, novità, tradizione, avanguardia. In fondo già così è un’esperienza emozionante, stupefacente. Anche senza ignorare se suonerà una percussionista o un’orchestra barocca. Anche avendo letto prima un articolo su mentelocale.it.

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