Magazine Martedì 6 febbraio 2007

La posta del cuore

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Magazine - Quanto tempo?
Mi chiedo quanto per quanto tempo restano aperte le ferite.
Ci sono persone che perdono qualcuno e rimangono lacerate, ci vuole tempo per dimenticare e rifarsi una vita che non comprenda più la persona amata. L'unica cosa che può servire è il tempo.
A me è capitato di perdere "temporaneamente" il mio partner, perché aveva bisogno di "un momento di pausa", perché l'interesse per me era svanito perché aveva per la testa un'altra persona. Dopo diversi anni, qualcosa si era rotto.
Mi ha ferito, forse perché non ha creduto in noi. Mi ha ferito ancora di più quando ho saputo che era a causa di un'altra ragazza. Da quel momento non ho voluto rovinare quello che è stato trascinandoci in inutili incontri e ho provato a resettare tutto. Non volevo perdere tempo a piangermi addosso, sapevo che non sarei riuscita a fargli cambiare idea.
Erase, reset, punto a capo.

È tremendamente difficile ma sono stata fortunata, ho avuto occasione di conoscere gente nuova e un ragazzo interessante. Ho cercato di distrarmi, provare in tutti i modi di divertirmi e non pensare, ma non era facile. Dopo tre-quattro mesi lui torna da me dicendo che quell'altra non conta più.
Si fa presto a cancellare.
Io rimango spaesata. Ce l'avevo quasi fatta, stava andando meglio, mi stavo trovando bene con quel ragazzo... Proprio ora...
Nei mesi in cui non siamo stati assieme ho pregato, ho pregato pensando che se quello che noi due generiamo è amore, è qualcosa di positivo allora dovevamo tornare insieme. Ed è arrivato il momento di decidere se effettivamente era così. Mi sono trovata ad un bivio, di fronte ad una scelta e ho scelto. Ho deciso che i nostri ingranaggi funzionavano troppo bene insieme e quindi bisognava tentare. Sono passati mesi da quando ci siamo riuniti e sembra che niente sia cambiato, c'è di nuovo la quasi-perfetta armonia di un tempo. Ma la ferita fa ancora male, è lei che mi fa ancora male. Perché so che ha contato molto per lui e so che si sentono ancora. Lui sostiene che è un capitolo chiuso. Io sento che lui sta bene con me e ogni volta che mi viene il pensiero di lei penso che lui vuole me al suo fianco, sono io la persona con cui vuole condividere le sue idee, il suo tempo (e il suo letto). Ne sono convinta. Ma c'è ancora una ferita che sanguina e mi chiedo quando smetterà per poter vivere questa storia davvero serenamente.
P.S. ne ho parlato con lui, chiedendo conferme, arrabbiandomi, sfogando quella rabbia che un po' ho voluto reprimere. Ma per il momento le cose stanno ancora così...

Cara anonima,
naturalmente hai fatto bene a ritentare. Ma sbagli a rimuginarci. Dal punto di vista strettamente pratico -che molto ha a che fare con le cose d'amore, anche se non sembra...- otterrai soltanto di fargli desiderare l'altra o una terza nuova. Dal punto di vista della solidità del rapporto che forse rinasce, rischi di comportarti come lui. Gli rimproveri di avere voluto fare tutto da solo, di non avere creduto in voi abbastanza da dire la verità e accettare un confronto onesto, rifugiandosi nella "pausa di riflessione". E hai ragione anche in questo caso. Di recente mi è capitato di ascoltare don Gallo e lo cito in modo approssimativo come -ahimè- faccio sempre: "Nessuno si salva da solo, uno non può salvare un altro, ci si salva solo insieme". Immagino che il vecchio sacerdote lo abbia imparato a forza di vedere ragazzi che, per aiutare il/la compagno/a "uscire dal tunnel", ci finivano dentro anche loro. Vedendo quindi realizzarsi nella vita uno dei fondamenti della sua fede. Che credo si possa applicare a tutto. Anche a una coppia.
Quindi scusa se non so dirti quanto ci vuole a dimenticare, e neppure se la vostra storia sopravviverà a questa incrinatura, ma accetta l'unico consiglio che ho per "incollarla" (ahimè, come nel piatto rotto, la traccia rimarrà per sempre): scegli la strada opposta a quella che ha scelto il tuo compagno, non nascondergli niente, convinciti che lui non ti nasconda niente, ma non essere ossessiva. Cerca di dimenticare con il suo aiuto (senza ricordare troppo, ripeto) e, soprattutto, non prendertela con l'altra. È stato lui a farti la porcheria, non dimenticarlo, lei -a meno che fosse un'amica comune- si è comportata come ogni altra donna o uomo si comporterebbe di fronte a un oggetto di interesse accoppiato con una sconosciuta.

Ti faccio i miei auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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