Attualità Magazine Mercoledì 31 gennaio 2007

Interstizi

Magazine - Eccola qua, una donna che salta a piè pari nello spazio pubblico, non perché di “di potere”, ma in quanto donna e moglie. «Mio marito mi deve pubbliche scuse» è il titolo di testa che campeggia su , il giornale che con crudele sapienza mediatica - e disperazione della concorrenza - è stato scelto da Veronica Berlusconi per chiedere a Silvio «pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente».

L’occasione di questa messa in scena pubblica di vita domestica da parte di una donna che ha sempre scelto la riservatezza e il silenzio è la performance del marito alla cena di gala dei Telegatti dove, scrive lei stessa, «rivolgendosi ad alcune signore presenti si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: “…se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”».
E qui arriva la notazione più perfida: «Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità. Affermazioni che per l’età, il ruolo politico e sociale il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni».

Insomma Silvio (70 anni) viene rimesso al suo posto di anziano galletto, mentre sulle agenzie Mara Carfagna l’ex-valletta ora parlamentare di Forza Italia, colei che ha ricevuto la proposta di matrimonio virtuale, attizza il fuoco: «Lo sposerei…se fosse giovane (chi ci crede?) e non sposato (è veramente un problema?)». Insomma, la mossa di Veronica apre una partita inedita, segna una svolta epocale. Altro che reality show, qui non si tratta di esibire a telecamere curiose e spione le scene di un matrimonio magari finito, come sembra pensare Massimo Cacciari (anche lui, a proposito del cattivo gusto che imputa a Berlusconi, tacere non era meglio?). Qui siamo di fronte a una donna che sostiene con forza – una forza che le viene anche dall’avere interpretato il suo ruolo in piena fedeltà alla tradizione - che una moglie non è un vuoto, un’assenza, un’ombra che si può dare per scontata. Che anzi, il tutto andrebbe rovesciato, forse sarebbe lei a dover scoprire, si chiede Veronica, «se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”».

Interessante citazione di un bel libro che è una riflessione severa sul matrimonio e le trappole della dedizione femminile molto letto e molto amato dalle donne, dove la protagonista ritrova l’amore di sé dopo lo smarrimento di una brutta separazione. La svolta è tutta qui. Una donna non permette di essere umiliata. Dichiara che il patto che la lega al marito, che prevede il rispetto reciproco, è stato infranto. Non accetta gossip, frecciatine, sorrisi falsi, interviste false e bugiarde come quella su Anna dove Silvio tesse il suo elogio. Il punto cruciale è la motivazione: «la mia dignità di donna che deve costituire un esempio anche per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso».

Insomma, i figli crescono e giudicano, come sa ogni genitore. Ma se in tempi di post-femminismo e di emancipazione femminile può risultare comprensibile che la signora Berlusconi si preoccupi dello sguardo delle figlie, è sorprendente quanto dice del figlio: «la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che possa instaurare con loro rapporti sempre sani e equilibrati». Avete mai sentito una classica mamma italiana preoccuparsi che l’amato figlio abbia buoni rapporti con le donne? Insomma, chapeau a Veronica, tendenza rivoluzionaria.

P.S. Silvio ha scritto, che più strappalacrime non si può: «"Cara Veronica, eccoti le mie scuse". Inizia così la lettera del leader di Forza Italia. "Ero recalcitrante in privato, perché sono giocoso ma anche orgoglioso. Sfidato in pubblico, la tentazione di cederti è forte. E non le resisto» E più oltre, nel tentativo di giustificare le proprie inclinazioni scherzose: «Ma la tua dignità non c'entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento. Ma proposte di matrimonio, no, credimi, non ne ho fatte mai a nessuno. Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d'amore. Uno tra tanti. Un grosso bacio».
Insomma, il cuore di tante donne in tutta Italia è già squagliato, lo scivolone verso il reality sembra definitivo. Ma io confido in Veronica.

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