Concerti Magazine Venerdì 26 gennaio 2007

Quarant'anni senza Tenco

Sono passati quarant'anni dalla scomparsa di Luigi Tenco. Una vita intera. Per questo abbiamo accolto con piacere la richiesta di Aida Satta Flores, giovane cantautrice siciliana, di pubblicare la sua lettera aperta al cantautore: «perché gli artisti veri non muoiono mai», dice. Non potevamo esimerci. Per informazioni: www.aidasattaflores.it.

Ciao Luigi,
le cose qui non sono cambiate, anzi il mondo fuori dalle canzoni sta pure peggiorando!

Tu, però, hai smosso davvero tante coscienze, purtroppo solo nelle menti degli autori di canzoni o rari pensatori, che magari spesso non riescono o non vogliono gettarsi nella mischia mediatica che ci sta fagocitando tutti.

Ah sapessi che esibizionismi, che progressi, che telefonini senza fili, che immagini nelle case, nelle scuole, nel privato... l'era dell'apparire a tutti i costi ha preso il sopravvento, e non proprio in un tempo Lontano lontano dalla tua esistenza. Per sentire un po’ di realtà, ormai, non ci resta che il telegiornale: ma che brutte notizie!

Personalmente non sono e non voglio allenarmi per stare al passo coi tempi, e se ci provo... mi viene il fiatone!

Dalla tua morte tanto si è detto e scritto su di te. Risuonano ancora attuali, e implacabili, le parole di Quasimodo: "Luigi Tenco ha voluto colpire a sangue il sonno mentale dell'italiano medio. La sua ribellione, che coincideva con una situazione personale di uomo arrivato alla resa dei conti con la carriera, ha però ancora una volta urtato contro il muro dell'ottusità. Chi non è in grado di domandare un minimo di intelligenza ad una canzone non può certo capire una morte".

Lo sai? Io che in Canzone Semplice ho scritto "io mi sconfortavo se non producevo, e negli occhi mi viaggiava un velo di noiezza" e ancora "alzo il volume della vita, perché la Vita è un'altra cosa e una canzone non lo sa"... anche ricordandomi di te... non voglio più sconfortarmi e, nel tentativo di capire la tua morte, continuerò per la mia strada, chiedendo sempre un minimo di intelligenza... almeno alla canzone.

Ciao Luigi.

Aida

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