Concerti Magazine Mercoledì 24 gennaio 2007

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Cambiare le carte in tavola e cercare di trasformare ogni cosa in qualcos’altro è una grande peculiarità del jazz moderno. Manipolare e modificare il materiale musicale, nell’arte della composizione, è un allenamento affascinante e una grandissima fonte di ispirazione.
Qualcuno potrà obiettare: «Tu che ne sai di peculiarità del jazz moderno e composizione?».
D’accordo. Non per niente non sono io ad affermare questo, ma l'autore di Transmutations, il violinista genovese Stefano Pastor.

Violino e jazz? L'abbinamento è originale. Grande capacità di rendere poliedrico uno strumento che nulla ha da invidiare agli altri, ma che purtroppo i canoni della musica classica troppe volte limitano al proprio genere.

Oltre ai 6 brani di propria composizione (le sue Transmutations, appunto) Stefano Pastor ci propone omaggi ad alcuni giganti del jazz, quali Ornette Coleman, John Coltrane e Antonio Carlos Jobim (bellissima versione di Esquecendo Voce, cantata dallo stesso violinista).

Ma soffermiamoci sugli originali, molto interessanti.

Seul B., il cui tema principale è costruito su poche note, e profuma di bebop; Nel Blu Dipinto di Blues è invece una sorta di parafrasi (come l’autore stesso la battezza) della canzone di Domenico Modugno, in uno stile prettamente free jazz che ne maschera bene il tema.

Da un violinista non ci si poteva non aspettare una rivisitazione di un tema classico, perciò eccovi serviti: Don Juan è una composizione che prende spunto da alcuni frammenti del Don Giovanni di W. A. Mozart. "Non si pasce di cibo mortale chi si pasce di cibo celeste…".

Atmosfere latine in Quarenta, nel cui brano le stesse percussioni sono suonate da Stefano Pastor.
Dimorfismo, la quinta rielaborazione, è un mix di stili diversi in cui tante ambiguità sembrano però trovare una comune convergenza.

Vucciria, l’ultima, omaggio a Palermo, e al suo storico mercato, simbolo di frenesia (vi giuro che ascoltando questa mi è venuto proprio in mente qualcosa di caotico e confusionario, senza però sapere a cosa si riferisse!) e prolifera attività, nel centro di una città che si sta sgretolando lentamente.
Un disco tutto nostrano, da ascoltare con fervida attenzione per poterne cogliere ogni passaggio, sempre logico, ma mai scontato.

Tracklist:
Bird Food
Seul B.
Nel Blu Dipinto di Blues
Don Juan
Quaranta
Crescent
Dimorfismo
I Fall in Love too Easily
Vucciria
Esquecendo Voce

Stefano Pastor Quartet
Maurizio Borgia – batteria
Piero Leveratto – contrabbasso
Stefano Calcagno – trombone
Stefano Pastor – violino, percussioni, voce

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