Concerti Magazine Teatro Carlo Felice Lunedì 22 gennaio 2007

Gli archi del Quartetto Guarneri

Magazine - Lunedì 22 gennaio, al Teatro Carlo Felice, all’interno del programma della , l’ensemble di musica da camera Quartetto Guarneri interpreterà tre quartetti per archi, composti da musicisti molto diversi tra loro, sia per epoca che per provenienza. La serata si aprirà con l’opera di uno dei due compositori più rappresentativi del pieno settecento viennese, Franz Joseph Haydn (1732-1809): gli spettatori verranno accompagnati nel luogo in cui la musica classica “europea” si stava preparando a raggiungere il suo apice.
Si passerà poi nella Francia a cavallo tra Otto e Novecento: il pubblico potrà respirare quell’aria intrisa di colori e di luce tipica dell’impressionismo, con un’opera di Maurice Ravel (1875-1937), uno dei principali musicisti impressionisti francesi insieme a Claude Debussy.
Infine, la serata riporterà gli spettatori nell’Impero Austro-Ungarico, e più precisamente in Ungheria, e mostrerà un periodo in cui le arie popolari e le tradizioni musicali delle varie regioni stavano entrando a pieno titolo nelle opere dei grandi compositori: è il caso di Ernö Dohnànyi (1877-1960), di cui il compagno di conservatorio Bela Bartòk scrisse: «puoi riassumere la musica ungherese in una sola parola, Dohnànyi».

Padre del quartetto d’archi è ritenuto da tutti Franz Joseph Haydn. È con lui che questo genere musicale, il più rappresentativo della musica da camera, si strutturò nei canonici quattro movimenti, di cui il primo in forma di sonata, il secondo di adagio, il terzo di minuetto e il quarto di rondò. Haydn compose ben 68 quartetti per archi, di cui i più conosciuti sono l’Op. 33 e sei ultimi Quartetti noti come op. 76. Il 22 gennaio ascolteremo il quartetto in do maggiore op. 54 n.2. Il Quartetto per archi in fa maggiore di Maurice Ravel, invece, fu composto tra il dicembre del 1902 e l’aprile del 1903 e fu dedicato a Gabreil Fauré, suo professore al conservatorio. Si tratta della seconda opera di musica da camera di Ravel, e segue di dieci anni il Quartetto in sol maggiore di Claude Debussy. Debussy stesso sembra apprezzasse moltissimo questa composizione del giovane Ravel, allora solo ventisettenne, al punto da scrivergli, con l’intento di convincerlo a non modificare il finale, «au nom des dieux de la musique, et au mien, ne touchez à rien de ce que vous avez écrit de votre Quatuor».
L’abilità di compositore dell’ungherese Ernö Donhànyi fu riconosciuta molto presto dal mondo musicale europeo: la sua prima opera, il Quintetto per pianoforte in do minore, piacque molto a Johannes Brahms e fu da lui promossa a Vienna. Al Carlo Felice ascolteremo il Quartetto in la minore op. 33.

Il Quartetto Guarneri fu fondato nel 1964, da allora ha fatto varie volte il giro del mondo, suonando nelle più prestigiose sale da concerto. Durante le stagioni 2003/04 e 2004/05 il Quartetto ha festeggiato il suo 40° anniversario con lunghe tournée attraverso Stati Uniti, Europa e Sud America, accompagnati da conferenze, seminari, corsi di perfezionamento e tavole rotonde. Nel 2005 infine è stato premiato con il Ford Honours Award dalla University Musical Society dell’Università del Michigan, dove negli ultimi 40 anni ha suonato trenta volte.

Giovine Orchestra Genovese
Lunedì 22 gennaio 2006, ore 21.00 – Teatro Carlo Felice Quartetto Guarneri, Arnold Steinhardt, violino; John Dalley, violino; Michael Tree, viola; Peter Wiley, violoncello
Joseph Haydn (Rohrau, 1732 – Vienna, 1809)
Quartetto in do magg. op. 54 n. 2 - Vivace; Adagio; Menuetto; Finale
Ernö Dohnány (Pozsoný, 1877 – New York, 1960)
Quartetto in la min. op. 33 - Allegro agitato e appassionato; Andante religioso con variazioni; Vivace giocoso
Maurice Ravel (Ciboure, 1875 – Parigi, 1937)
Quartetto per archi in fa magg.; Allegro moderato; Assez vif – Très rythmé; Très lent; Vif et agité; Andante; Scherzo (Allegro leggierissimo); Presto

Biglietti da € 15 € 25, giovani € 10

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