Magazine Martedì 9 gennaio 2007

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Care e cari,
sono orgogliosa di voi. Ci siamo fatti una vacanza in pace e, almeno fino al 7 gennaio, non mi avete scritto. Che mi fa immaginare, per ottimismo naturalmente, che siate stati se non proprio felici, almeno troppo occupati tra una festa e l'altra per affliggervi sulle pene d'amore.
Ora ricomincia la battaglia. Qualcuno ha fatto i buoni propositi per l'anno nuovo? Quali? Così, per farmi un'idea.
Nel frattempo evado gli arretrati... in coppia, anche se non hanno niente in comune. Abbiate pazienza, anche se il web non è esattamente uno strumento da persone pazienti, anzi esigerebbe una risposta immediata. Ma questa è una rubrica un po' vecchio stile, è settimanale e non posso rispondere a tutti in tempi brevi.
Ciao,
A.

L'amore che non progetta

Frequento una persona di diversi anni più grande di me: io ne ho 33. Dopo un inizio intensissimo lui, che usciva dalla fine di una lunga relazione con una donna amata appassionatamente, si era allontanato, dicendomi di non amarmi, pur volendomi bene, e di non potermi quindi dare ciò che desideravo, in quanto non sentiva di "essere innamorato".
Poco dopo però abbiamo ripreso a vederci, frequentarci, con una passione profonda. Piccoli passi di un riavvicinamento, che io ho accolto con gioia stupefatta, perché lo amo e credevo di averlo perduto per sempre.
Non gli ho chiesto perché è tornato: in realtà un vero distacco non c'è stato, lui peraltro non mi ha detto nulla, semplicemente è accaduto. Sento di amarlo e che tra noi, se pure da parte sua negato a parole, l'amore c'è. Solo non penso le cose cambieranno, nel senso di una progettualità futura, e forse io sto nuovamente mettendo in scena una modalità affettiva che credo purtroppo mi appartenga, in quanto già sperimentata in altre relazioni: il bisogno di amare senza chieder nulla, donando me stessa e riempiendomi di felicità per questo.
Sono felice in effetti, ma mi sento anche a volte diversa e in un certo senso sbagliata. Le mie amiche mi dicono che questa storia non mi porterà da nessuna parte, che sto nuovamente annullando me stessa e i miei bisogni, così ora ho quasi il timore di esternare ciò che vivo.
Io sento di amarlo, amo di lui ogni cosa e quanto vivo mi appare prezioso, anche se forse non mi porterà a vivere un "tradizionale" rapporto di coppia, ma mi è difficile spiegarlo, anche ai miei familiari, che peraltro non sanno nulla di questo riavvicinamento. Non so se ti è possibile darmi qualche indicazione in merito, una tua riflessione...
grazie mille
Iris

Cara Iris,
mi sembra chiaro che tu non mi stia chiedendo ciò che chiedono quasi tutti: continuo o mi fermo? Direi che tu non abbia la minima intenzione di rompere o cercare altre strade. Ti trovo tuttavia un filo rassegnata sul futuro, ma non solo mi mancano elementi di valutazioni, trovo che tu sia consapevolmente ambigua. Sia quando parli - senza specificare - della differenza di età, sia quando dici che non vedi la possibilità di una progettualità futura. Perché? Perché lui non ha l'età giusta per costruire una famiglia? Perché ne ha già una, anche se part-time? Perché non ti senti abbastanza amata?
Non posso riflettere io, visto che non sei abbastanza chiara, quindi parti da questi spunti e rifletti tu. Come premessa per quello che mi sembra sia il vero problema, cioè l'inclinazione a "darti" senza chiedere niente in cambio, magari - chissà se ho indovinato? - trascurando te e i tuoi cari...
Questa è roba da manuale di psicoterapia, che non è il mio campo, quindi come al solito userò il buonsenso.
Lo spirito di sacrificio, chiamiamolo così, o comunque il bisogno di annullarsi per l'altro, di solito porta con sé questi comportamenti o esigenze:
- annullarsi all'estremo, fino alla nausea - dell'altro... - per potersi lamentare di avere fatto tutto e non avere ottenuto niente, quindi di avere sbagliato tutto, fallito un'intera esistenza eccetera.
- dare all'altro la sensazione di poter fare di noi ciò che meglio crede, annullarsi (come sopra), per mettere l'altro alla prova e vedere se è un maschio tipo che vuole vivere nell'illusione di correre dietro a una preda inafferrabile oppure - nel caso improbabile che sia un'eccezione e non ci lasci - un uomo che vuole un rapporto alla pari e non un rapporto di potere. Ci sono modi più semplici e meno traumatici per fare questa verifica.
- cercare un'identità attraverso l'altro, visto che non si è soddisfatti della propria. E qui ci vuole davvero un buon psicoterapeuta.
Avrai notato che non contemplo le ipotesi: "sei fatta così, che c'è di male?" e "sei troppo buona, svegliati". Nessuno di noi è "troppo buono", la bontà è una scelta razionale - nel migliore dei casi - o - nel peggiore - un'eredità cattolica che non ha mai portato buoni frutti. C'è sempre una motivazione che ci riguarda dietro alle nostre azioni e ai nostri comportamenti, specie se reiterati. Cerca di capire che cosa nasconde la tua arrendevolezza. Questo ti renderà, se non più forte, almeno più consapevole.
In breve, prima di cercare di vedere chiaro nella storia, cerca di vedere chiaro in te stessa. Perché su una cosa hai ragione: si può vivere sino in fondo anche una storia d'amore che non porti necessariamente al lieto fine. E, sui lieto fine, ce ne sarebbe da dire dopo un paio d'anni di matrimonio e magari anche due bimbi...
Auguri,
Antonella

Mitici genovesi

Ciao, anche io come la 23enne veneta, mi sono innamorata di Genova e di un bel genovese... Eh sì, già l'amavo questa città, ma amando lui il tutto si è esteso. Lui mi dice: "noi genovesi siamo difficili"; io gli rispondo: "e se io, fiera lombarda, mi fossi innamorata di te e della tua città?" Ed è lì che scatta la fuga, rimane un'amicizia, una complicità. Ti Amooooo amo te e amo la tua città... amo il tuo mare e il tuo viso... il treno non è ancora partito, spero che tu non lo perda!
Con tanto affetto Buon Natale, l'importante x me è che tu sia felice... Baci
LEONCINA 81

Ciao Leoncina,
pubblico la tua mail per ricordare che questa rubrica si occupa di problemi di cuore, anche in senso più ampio della storia di corna, per dire, ma che non pubblica dediche, ringraziamenti, annunci per la ricerca dell'anima gemella ecc. Caso mai non fosse abbastanza chiaro: non fatelo più, per piacere. Questo genere di mail non usciranno su mentelocale.it, almeno non nella mia rubrica.
Antonella

di Antonella Viale

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Oggi al cinema

Lolo Giù le mani da mia madre Di Julie Delpy Commedia Francia, 2015 Durante una vacanza, la sofisticata Violette incontra Jean-René, un informatico un po imbranato ma amante della vita. Contro ogni previsione, i due entrano in sintonia e alla fine dell’estate Jean-René raggiunge Violette... Guarda la scheda del film