Magazine Martedì 9 gennaio 2007

Baci e abbracci, Claudia

No, questa ve la devo raccontare perché in fondo, ripensandoci, mi ha fatto sorridere. E intanto vi dà la misura di quanto dannatamente difficile sia trovare un posteggio a Genova. E di quanto stress possa procurare. Anche se possiedi uno scooter. Anzi, direi quasi e soprattutto per uno scooter o per una vespa o per un qualsiasi dueruote. Sembra che chi si occupa di traffico nella nostra città non prenda affatto in considerazione che i dueruote sono una salvezza per la nostra città. No, dico, ve lo immaginate se tutti noi, popolo delle dueruote, ci decidessimo ad andare in giro in macchina anziché in motorino, cosa succederebbe? Che Genova sarebbe completamente paralizzata. Non si circolerebbe più.

Io personalmente non possiedo una macchina e tantomeno, se la avessi, mi verrebbe in mente di usarla in città. Però ho una vespa. Un vecchio PX sempre fedele, che sì, è vero, talvolta non si accende alla prima perché ha la sua età, ma che mi permette di andare da una parte all’altra della città senza fare incredibili ore di coda, ad esempio quando piove o quando viene annunciato un qualsiasi sciopero dei mezzi pubblici. Consumo meno perché non sto in coda, inquino meno per lo stesso motivo e mi levo più velocemente dalle scatole negli ingorghi.
Soltanto mi capita di trovarmi in difficoltà quando devo trovare un posteggio. Perché non ce n’è mai abbastanza, per le dueruote. E di solito vedi persone che girano con facce smarrite per cercare un qualsiasi buco dove lasciare lo scooter senza doversi portare a casa una multa di minimo trenta euro. E quando hai la grazia di trovarlo, questo benedetto buco, ecco che arriva un qualsiasi tizio forzuto e nerboruto che magari te la sposta trascinandola sul cavalletto, che propriamente non ne gode, per metterci la sua di moto e tu ti ritrovi a pensare, ma dove diavolo l’ho messa, eppure l’avevo posteggiata qui, ne sono sicura.

Ma l’altro giorno, confesso, non è stato quello. Non per volermi giustificare a tutti i costi, si sa che sono un po’ svanita, una terribile distratta, ma il fatto è che la mattina, trovando un posto libero, uaooo, in via Petrarca, mi sono lasciata prendere così tanto dall’entusiasmo per un simile inizio di giornata, che qualche ora dopo, tornando a prendere il mezzo, tra tanti ammucchiati uno addosso all’altro, non mi ricordavo dove l’avevo messo. Per essere sincera, l’avevo completamente dimenticato. Da principio, decisa e con passo sicuro, mi sono diretta verso il presunto posteggio della mia vespa.
Arriva un tizio con cravatta, in scooter, trafelatissimo, in ritardo per l’ufficio, evidentemente. Faccio la gentile. Gli dico, aspetta, che me ne vado. Ti lascio il posto. Sulla sua faccia un’espressione tra il grato e il gaudente, anche perché a due passi c’erano i vigili. Lui guarda l’orologio, nervoso. Io dico, è quella, e mi avvicino ad una vespa bianca. Bianca era bianca, non c’è che dire. Peccato non fosse la mia. Panico, non tanto mio ma del giovane impiegato in attesa del posto. Oddio, dove l’ho messa? Calma. Ora ci penso, gli dico. Lui mi sorride incerto, ma solo per educazione.

Nel frattempo altri due scooteristi arrivati dopo di lui hanno trovato posto perché due moto se ne sono andate. E lui sempre ad aspettare me, si allenta il nodo scorsoio della cravatta. Controllo tutte le file. La mia vespa è sparita. Sei sicura di averla messa qua? Mi domanda il tipo che sta perdendo la pazienza. Certo. No. Forse. Lui si scazza ma fa il gentile e mette su un sorriso finto come la plastica. Io che vago per tutta la strada scrutando ogni Px, lui che mi tira occhiate feroci con uno sguardo, ma guarda te se questa matta proprio a me doveva capitare.
Sta per andarsene, il rinunciatario, quando, eccola, là davanti ad Alvigini, dalla parte opposta dove la cercavo. Gli dico, l’ho trovata, evviva. Io rido. Lui no. Mi guarda con rassegnazione e si sposta. Passivo e inerte aspetta tutto l’interminabile tempo che ci metto per uscire, perché UNO non si accende alla prima, DUE me l’hanno spostata e bella incastrata tra altri due scooter, TRE è ingolfata e mi si spegne. Poteva anche darmi una mano, dico?! O no?
Finalmente me ne vado e gli lascio il mio esiguo spazio.
Però. Ingrato. Non mi ha neanche ringraziata.

Se volete contattare Claudia ecco il suo indirizzo:

di Claudia Priano

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