Concerti Magazine Martedì 2 gennaio 2007

Genova in festa per Capodanno

Ormai un classico, il capodanno genovese. Capace di attirare in piazza decine di migliaia di persone a festeggiare, nonostante la grave pigrizia organizzativa dimostrata quest’anno dal Comune. Ma tant’è, la voglia di uscire e divertirsi è più forte di tutto.
Grande successo per Simone Cristicchi, meno entusiasmi per Giorgio Panariello: ma piazza Matteotti comunque gremita (bè, piccola com’è…). Folla anche nei caruggi e nelle altre piazze della festa, anche se la formula della deregulation sta ormai mostrando la corda e bisognerà davvero cominciare ad inventarsi qualcosa per l'anno prossimo: già quest'anno c'è stato un sensibile calo delle presenze, con molti genovesi che hanno preferito restare a casa o partire.

Marika, 28 anni, ci racconta di piazza Matteotti: «quando Cristicchi ha cominciato era evidente dalle espressioni che molti dei pubblico avevano sì e no presente che lui fosse quello “di Biagio Antonacci”. Ma è riuscito comunque a coinvolgere, merito anche dei musicisti. Ha diviso lo spettacolo in due parti, una prima della mezzanotte, una dopo, in modo da eseguire quasi l’intera scaletta, incluse le cover (Vedrai vedrai di Tenco, Il pescatore di De Andrè, Disperato erotico stomp di Dalla)».
Alle 23.15 arriva Panariello, che a Marika non è proprio piaciuto. «Tre quarti d’ora di sofferenza. Prendi tutti i luoghi comuni degli ultimi dieci anni e mettili insieme: i telefonini, il consumismo del Natale, episodi da ragazzino sfigato… Battute che, se non le hai già sentite, sono così scontate che le indovini. Il pubblico con reazioni da cimitero: a parte un gruppetto di fans, qualche risata qua e là e mosci applausi».

Anche Fabio, 34 anni, insegnante, si è diretto a Matteotti. «Sono arrivato a mezzanotte in punto, c’erano un sacco di botti nonostante i continui richiami al rispetto, però insomma, niente di particolarmente pericoloso». Dopo il brindisi, il tradizionale giro per le piazzette con i vari dj-set, «sempre una cosa piacevole, mi è piaciuta soprattutto quella di piazza Giustiniani. Alla fine sono rimasto quasi tutta la notte a ballare in piazza Banchi, musica commerciale anni ’80 e ‘90».

E' finita in piazza Banchi anche la notte di Francesca, «ci sono rimasta fino alle 4 e mi sono divertita moltissimo. Lì c'era meno calca rispetto alle piazze principali ma comunque tanta gente». Per lei il brindisi della mezzanotte è stato a Matteotti, con Panariello: «c'era molto casino e si sentiva poco. Ho avuto l'impressione che Panariello fosse un po' svogliato e che andasse a ruota libera».

Note a margine arrivate in redazione:
più: erano aperti moltissimi kebab, bar e simili, in modo da soddisfare la fame notturna con pochi euro;
più: già diversi filmati su ;
meno: ragazzetti che continuavano incessantemente a far scoppiare botti in mezzo alla folla;
meno: scarsa presenza delle forze dell'ordine: qualche carabiniere a Deffe, qualcun'altro in piazza Raibetta. Davvero poco per rassicurare i timorosi.

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