Magazine Venerdì 29 dicembre 2006

L'amore può finire in tanti modi

Magazine - Come vi immaginate la fine di un amore? Litigi, tradimenti, dubbi, la morte della passione? Ilaria Bernardini - autrice di teatro e sceneggiatrice oltre che scrittrice - ha da poco pubblicato il suo secondo libro proprio su questo argomento. Si tratta di una raccolta di brevi racconti, tredici, intitolata appunto La fine dell’amore (ISBN Edizioni, p. 243, 12 Eu).
Dopo l’apprezzato debutto con Non è niente, in cui raccontava le paure e le aspirazioni di un’adolescente, qui si passa ai sentimenti di una donna adulta, sentimenti non certo felici, ma raccontati con un’ironia minimale. Niente pianti e urla insomma, più un'analisi anatomica di questa fase della vita.

Se la Bernardini continua a cimentarsi (e ad essere apprezzata) in ogni campo dell’arte della penna, la Isbn sforna un altro libro che si distingue nel panorama librario italiano. A cominciare dalla copertina.
Qualcuno deve aver detto a quelli della casa editrice che il codice a barre su sfondo bianco alla fine stanca. Così per il libro di Ilaria, ci hanno fatto un bello scarabocchio, di quelli un po’ schizzati e sbavati. Appena prendi il libro dici: cazzo, proprio a me doveva capitare? Poi ti accorgi che è in serie. Scherzetto ai feticisti.

Con stile decadente, Bernardini scrive disillusa di quello che sta in mezzo alla solitudine come una parentesi aperta e inevitabilmente anche chiusa: l’amore. Con una predilezione per il lato materiale di questa esperienza. La fine di una convivenza si vede attraverso gli oggetti lasciati lì a futura e sciagurata memoria, oppure attraverso quelli che non ci sono più.

di Daniele Miggino

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