Magazine Martedì 19 dicembre 2006

Baci, abbracci e auguri di Natale

Eccomi amici. Ne vengo da una deliziosa cena con le amiche, una di quelle dove si ride, si scherza, si dicono un sacco di cavolate incentivate da un buon vino vivace e sincero, ma più che altro sincere eravamo noi, a raccontarci le nostre cose, a parlare delle nostre sfighe, ma ridendoci un po’ su, perché in fondo è vero, tutto è relativo. Poteri del vino. Mi rendo conto che questa non è pubblicità progresso.
E ora sono a casa, con il mio compagno che si vede Ronin per la centesima volta (quanto gli piace De Niro) e la Marina Giardina nel bagno che si lava i denti e sta per andare a nanna. La Stefania l’abbiamo appena salutata.
Ed io sono qui che voglio dirvi qualcosa per augurarvi un Buon Natale, a tutti. E ora Marina, coi denti lavati, la faccia incremata, è qui accanto a me che mi dà la buona notte, ma io le lascio la tastiera. Tieni Marina, scrivi qualcosa tu.

"Sono serate magiche queste che abbiamo la fortuna di trascorrere insieme, sai dalla mattina che avrai la tua serata con loro, le pazze delle tue amiche che ti fanno ridere di quello che ti sembrava così tragico, basta che tu glielo possa raccontare e le tue fragilità loro te le prendono in mano e te le ridanno più relative appunto, più allegre. Poi sai anche che da loro tu troverai un riposo, un sostìo diceva il buon Maggiani, sai che puoi avere la faccia unta di crema e non c’è vetrina tra noi e con loro. Ci si beve un bicchierino di quel vino che piace alle donne, quello frizzante che piaceva tanto alla mia mamma e tutto si risolve. Almeno per stasera. È un Natale diverso ogni anno, ogni anno nella carovana dell’amore entrano delle anime nuove e a me emoziona sempre la loro storia, come e da dove siamo arrivati li per consegnarci un po’ di quelle fragilità. Scatterebbe la lacrima ora, ora che Pavarotti intona l’Ave Maria ma i gatti intorno ci ricordano che le necessità sono anche più concrete, tra poco è il momento di riposare e allungarci come loro, sui nostri lettini”.
(Marina Giardina)

E rieccomi. A fare un po’ di auguri. A qualche persona che ho conosciuto ultimamente, che neanche si ricorderà di me.
A una signora incontrata sull’autobus che ha attaccato bottone e mi diceva di quanto il Natale la fa sentire triste, e poi, all’improvviso invece ecco che si cala nella magia, negli auguri, nei regaletti fatti ai nipoti, e torna a sorridere. Come la capisco. Anche io mi sento un po’ triste e un po’ allegra, proprio come quando ero bambina.
Auguri signora impellicciata, piena di pacchetti e di sacchetti, incontrata sul trentasei.

Auguri a Silvia M., che mi ha scritto una mail molto dolce che mi è arrivata diritta la cuore, una che dice cose che capisco al volo. Quando ci si capisce è proprio bello. Auguri di cuore.
E grazie di avere letto il .

Auguri a un amico che in questo momento si è sentito ballare la terra sotto i piedi, si sente solo come un cane, ha perso il suo lavoro, si è ritrovato implicato in una storia molto più grande di lui ed è a un giro di boa. La sua vita non sarà più la stessa. Auguri S. Che tu riesca a tirare fuori le tue risorse e a diventare una persona migliore, nonostante tutto. Nonostante quello che la gente dice, perché giudicare è facile e non costa niente. E che tu riesca a goderti un po’ la vita, in questo momento. A concederti un pomeriggio di un giorno feriale al cinema, cosa che non hai mai fatto prima, quando correvi frenetico da un impegno all’altro.

Auguri a chi si sente abbandonato, tradito e amareggiato per via di un amore che è finito e nel quale credeva, nel quale aveva riposto progetti per una vita.
Auguri a chi si è innamorato, quando meno se l’aspettava, ed ecco che ora la vita è tornata a palpitare nelle vene e si dice, cazzo, ma come ho fatto a dormire tanto tempo senza rendermi conto che la serenità era dietro l’angolo e che se ero triste era solo perché lo volevo io.

Auguri a chi lavorerà tutta la settimana, nei negozi, alle bancarelle, nei mercatini e nei supermercati, a soddisfare la frenesia di chi arriva pretendendo di acquistare in fretta tutti gli ultimi regali e ciò che serve per il grande pranzo del Venticinque e di essere seguito dai commessi come fosse il quattro marzo.

Auguri a chi non ha una lira da spendere per sé o per chi ama, a chi ricicla regali perché non può fare altro, a chi sa inventarsi un Natale diverso, meno consumistico, ma non per questo si sente meno fortunato.

Auguri a chi dorme per terra nelle stazioni, sui marciapiedi, negli atri dei bancomat di qualche banca, perché ora comincia il freddo e bisogna correre ai ripari.

Auguri a chi si sente perso, a chi non trova un senso nelle cose che fa, ce ne sono un sacco di persone così, e magari non lo dicono, fingono di essere felici e mettono su una maschera con un sorriso di plastica adatto alle occasioni.

Auguri a chi sta qua ma è lontano dalla sua terra, a chi sente nostalgia della sua famiglia, a chi si sente di troppo, guardato male, con sospetto. Auguri a chi vende rose per strada, a chi cerca di strappare un sorriso, due parole, a chi cerca di non strappare proprio niente, a chi vuole solo stare solo.

Auguri a chi ha appena avuto un bambino, e che magari gli farà il piacere di non chiamarlo Natalino, e che se lo stringe al petto come il dono più prezioso che si possa avere. E non si lamenta di continuo se piange la notte. Tutti i bambini neonati piangono la notte. Evvivaddio. Auguri a chi il Natale lo prende così com’è, senza pensare che è troppo un male o troppo un bene, come la signora del trentasei, che ha capito che la vita è così, una miscellanea di bene e male, e bisogna farci i conti, pure col fatto che ora è in menopausa e le vengono le caldane anche se fuori fa freddo e tira vento.

Auguri a tutte le persone che in questo anno complesso, bello e difficile mi sono state vicine. Nomi non ne faccio. Loro sanno chi sono.
Auguri alle donne, che ritrovino la loro strada in questo momento così duro in cui si è tornati indietro di tanti anni, e ci si ritrova a combattere per mantenere quello che le nostre madri avevano già ottenuto in passato.
Auguri a chi compra libri, a chi legge libri, a chi va al cinema, a chi ascolta musica, a chi si ferma a riflettere e non pensa che sia solo tempo perso.
Auguri a tutta la redazione di mentelocale.it, a tutti quanti, per avermi dato questo spazio dove scrivere di me e delle cose che capitano.

Buon Natale. Di cuore.
Claudia Priano. O . Come vi pare.

Per scrivere all'autrice
di Claudia Priano

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