Magazine Sabato 9 dicembre 2006

Nomi propri che afflizione

Un suggerimento
Aurora è una donna che ha imboccato prematuramente il viale del tramonto. Doveva essere bella e radiosa un tempo, oggi invece conduce una vita scialba, incolore, quasi tetra.
Tutto sommato però, c'è anche a chi è andata molto peggio. Onorato, per esempio, ha infangato con la sua burrascosa condotta il buon nome della propria famiglia. Fortunato ha invece dissipato rapidamente tutto il suo patrimonio al tavolo da gioco, Felice si è suicidato sopraffatto da un'acuta depressione che lo ha tormentato per anni e anni, Guido ha perso la vita in un incidente stradale e anche Elettra si è spenta da poco.
Poi c'è Linda che si trascina mestamente sotto il peso della sua coscienza sporca, Norma che gestisce tutta una serie di attività illegali e Angelo che è diventato addirittura un efferato criminale, con sette capi d'accusa che gli pendono tuttora sulla testa. Probabilmente farà la stessa fine di Innocenzo, che è stato condannato all'ergastolo il mese scorso. "Sentenza sacrosanta!" ha commentato con soddisfazione Clemente, da buon forcaiolo. Severino, col suo cuore gentile e indulgente, pare invece che abbia accolto la notizia praticamente in lacrime.

Tutt'altra sorte e toccata a Eros, il quale si è ritirato in un eremo e conduce una vita all'insegna della più rigorosa astinenza sessuale. Proprio come Lisa, castissima a quarant'anni suonati, che sembra non sia mai stata toccata da un uomo. Virginia, al contrario, è diventata un'impudente sgualdrina e Fedele si mormora che se la spassi con ben quattro amanti. Naturalmente Ilaria, la moglie, non fa altro che piangere da mattino a sera, mentre Franca al solito spettegola alle loro spalle. Che dire poi di Gloria e i suoi innumerevoli fallimenti? O di Giustino, che sguazza nel fetido mare della corruzione? Forse gli unici a salvarsi sono Marino, apprezzatissima guida alpina, e Urbano, con la sua semplice ma serena vita di campagna.

Per il resto, Vittorio è sempre il solito perdente, Chiara è confusionaria, Costanza è volubile, Desiderio è svogliato, Serena insofferente, Domenico costantemente dedito al lavoro, Elio è cupo, Ercole è debole, Fausto è un menagramo, Leone un vigliacco, Patrizio un bifolco, Gaia è troppo seria, Lena è pigra, Letizia è infelice, Massimo minimizza, Rosario bestemmia, Narciso non si piace, Rossana è anemica, Rosa puzza, Pietro è molle, Placido è isterico, e anche Ottone non brilla.
Con tutto ciò, ad ogni modo, non è certo mia intenzione analizzare la conduzione di vita di questi individui o suggerire loro qualche accorgimento.
Per quanto mi riguarda, ognuno è libero di disporre della propria esistenza come più gli aggrada. Solo, vorrei consigliare ai futuri genitori di scegliere con maggiore prudenza i nomi da affibbiare ai loro figli. L'ironia è di certo una delle migliori spezie con cui insaporire la vita. Ma, francamente, vedersela stampata sulla carta d'identità per tutta la vita, beh, non credo proprio che sia il massimo...
di Stefano Barbarino

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