Magazine Giovedì 7 dicembre 2006

Segnali di Fumetto

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Non è uno facile da incontrare. Un po’ perché è sfuggente - sono almeno 60 anni che rapina, uccide, viene catturato e puntualmente evade - un po’ perché stargli vicino è come fare la doccia mentre si usa il phon: una cosa stupida e pericolosa.
Dovete sapere che Joker è uno che ha il senso dello spettacolo e che ama tanto il motto seppelliscilo con una risata da prenderlo alla lettera. Non sono pochi infatti quelli che, grazie al suoi modi esilaranti, e al suo letale gas nervino, sono morti dal ridere.

L’ho incontrato nella sua cella dell’ dove, dopo l’ennesima scorribanda costata la vita a diversi innocenti, è stato rinchiuso grazie all’intervento tempestivo di Batman. Per avvicinarlo ho preso precauzioni tali da far sembrare ridicole – manco a farlo apposta – quelle che Clarice Starling prende per incontrare Hannibal Lecter ne Il silenzio degli Innocenti.
Devo ammettere che la nemesi di Batman mette una certa soggezione. Capelli verdi e pelle bianca. Il ghigno e l'aspetto clownesco non alleggeriscono di una virgola la paura che il personaggio incute. Devo confessare che stavo quasi rinunciando ad incontrarlo – tengo famiglia – ma quando ho scoperto che l’alternativa sarebbe stata intervistare Luciano Moggi… mi sono rassegnato.

Il Joker è probabilmente il cattivo più cattivo dei fumetti, almeno nell’universo DC. Nella sua lunghissima vita – è nato praticamente assieme a Batman – ha seviziato e ucciso centinaia di persone. Tra le sue vittime eccellenti il podio spetta sicuramente a Jason Todd, il della saga batmaniana, torturato e ucciso a clamor di popolo.
Le mie domande iniziano proprio dall’episodio narrato in Una morte in famiglia.

Signor Joker, perché ha ucciso il pettirosso?
La ringrazio per la domanda. In origine non volevo ucciderlo, ma solo torturalo, poi sa come vanno queste cose… Per la prima volta il pubblico – chiamato a votare - tifava per me: ne ero molto lusingato. Non ci crederà, ma erano loro che volevano vedere Robin morto. Potevo deluderli?

Tra le sue vittime eccellenti compaiono anche Barbara Gordon, che ha ferito quasi mortalmente in Killing joke, e Sara Essen - rispettivamente figlia e moglie del Commissario Gordon - in un periodo nel quale Gotham City era un cumulo di macerie. Era una questione personale?
In molti pensano questo. E sbagliano! Sparai a Barbara per dimostrare che un uomo non nasce folle, ma lo diventa – per me è stato così – e io volevo vedere se questa regola era valida anche per uno retto come Gordon. Uccisi invece sua moglie alla fine di un periodo difficile. Gotham era a pezzi ed io ero un po’ giù. Avevo preso in ostaggio dei bambini e lei li salvò… potevo chiudere a bocca asciutta? Ucciderla è stato terapeutico, mi ha fatto tornare il sorriso.

Prima Robin, poi Gordon. Entrambi sono molto vicini a Batman...
Batman, Batman, sempre Batman e ancora Batman. Possibile che dobbiate sempre collegarmi a lui? Sono stufo di trovarmelo sempre tra i piedi! Probabilmente se non fosse stato per lui ora sarei un normale folle in giro per il mondo, a caccia delle sue soddisfazioni… magari sarei presidente degli Stati Uniti. E invece no! Ogni volta che elaboro un bel piano lui interviene e rovina tutto.
Non ha stile, ha un musone che fa paura e mai che si faccia una risata. Secondo me è pure un po’ stitico. E la vuole sapere una cosa? In molti dicono che io sia ossessionato dal pipistrellone – mi piacciono un mondo i suoi giocattoli – ma in realtà è lui che non può fare a meno di me.
Pensi che anni fa mi ha pure evitato la Sedia Elettrica. Certo, in quel caso ero innocente ma, come sa benissimo, non sono certo un’educanda. La verità è che io e Bats – io lo chiamo così – siamo come una coppia di vecchi comici. Lui, ovviamente, è la spalla, sono io quello che ha talento.

Poi parliamo del più e del meno. Mi confessa che le cose che gli fanno davvero paura sono le code della domenica per entrare in Ikea, il festival di Sanremo e Buona Domenica. In compenso adora il Dottor House: «Non me ne perdo mai una puntata». Presto lo vedremo nuovamente sul grande schermo nel nuovo film di Batman, previsto per il 2008. «Sono lusingato – mi racconta – ma preferirei fare una comparsata a Zelig, sono sicuro che gli spettatori li farei morire!
Mentre ancora ride come un pazzo guadagno l’uscita. Quando ha le sue crisi di ilarità è meglio stargli alla larga, i suoi scherzi possono essere molto pesanti.

Consigli per gli acquisti: ogni storia che veda protagonista il Joker è caldamente consigliata. Gli sceneggiatori di Batman danno il meglio quando si tratta del clown dai capelli verdi. Tra le storie da non perdere sono almeno due i titoli da avere assolutamente. Il primo è Arkham Asylium , la graphic novel, ripubblicata da poco in un ottimo formato per celebrarne i 20 anni. L’altra, soprattutto per gli effetti sulla continuity batmaniana è Killing Joke, una storia intensa in cui il passato del Jolly si fonde con una storia sulla follia tutta da leggere.
Se alla lettura preferite il cinema non potete perdervi il primo Batman di Tim Burton. Per vestire i panni del Joker hanno chiamato Jack–Shining–Nicholson, abilissimo a calarsi nei panni del buffone pazzo.
Buona lettura!
di Francesco Cascione

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