La Symphonie du Hanneton - Magazine

Teatro Magazine Teatro della Tosse Mercoledì 7 marzo 2001

La Symphonie du Hanneton

Magazine - di e con James Thierrée altri interpreti Uma Ysamat, soprano
Camille Boitel, acrobata e musicista
Raphaelle Boitel, acrobata e contorsionista

Una notte d'estate con i grilli che ne scandiscono il ritmo, un letto bianco, un ragazzo in bianco raccontano il buio della notte fatto di incubi, sogni, fantasie, visioni e quant’altro la mente lucida rifugge.
James Thierrée, figlio di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée, ha creato questo spettacolo nel '98 e da allora lo porta in tournée. È uno spettacolo autobiografico di un ragazzo che ha cominciato a lavorare in teatro a 4 anni con i genitori e che di pura vita artistica e spettacolare, da quel momento si è nutrito.
Insieme all'artista ci si innoltra in un mondo di illusioni, denso di immagini romanticamente infantili e di evoluzioni acrobatiche, creazioni mimiche e persino di momenti narrativi da pièce dell'assurdo con un uomo che perde gli arti e persino la testa, un'immagine allo specchio che prende vita e aggredisce il malcapitato che vi si è riflesso, un quadro fatto di una donna in carne e ossa che posa di ritorno dal fare la spesa, una battaglia tra animali mostruosi fatti di corpi e stoviglie preziose da banchetto regale. Non c'è limite all'immaginazione, all'invenzione, persino una farfalla, fiore, uccello si libra sulla scena come un intermezzo, preludio dell'assurda commedia da salotto dell'uomo in pigiama. I risolini sommessi degli adulti si alternano ma non si confondono con quelli dei più piccini venuti a teatro dall'asilo, che ai sorrisi associano la meraviglia di ...uhh ...ohh e forse anche un po' di pauroso stupore. Il mio vicino segue e applaude un po' come gli altri, poi d'un tratto, dice: "Sì, ma questo non c'entra." È un tantino scocciato, ma io credo che abbia perso il filo e, soprattutto, il senso di essere libero, di essere "fanciulletto" e, dunque, potersi inventare qualunque storia o associazione mentale senza bisogno di giustificarla al suo rigoroso intelletto.
Lasciate dunque ogni speranza di voler intendere, voi che entrate e lasciatevi guidare dal mondo visionario alla francese e troverete anche voi una parte dei vostri sogni di volare, di essere nei panni di qualcun altro, di rimanere chiusi in una valigia o forse di perdere la testa in una delle tante tormentate notti insonni.
La scenografia è semplicemente geniale, ogni oggetto non è lì a caso, tutto viene usato, praticato (persino il lampadario) e reinventato. Niente è scontato. Ogni passaggio stupisce. Tutto parla di un mondo magico. Tutto, oggetti e corpi, assumono sembianze nuove e raccontano una loro storia. Testa e corpo non sono più un tutt'uno e, così liberate, vivono di vita propria sia praticamente che intellettualmente.
Tra questi acrobati bambini (Camille e Raphaelle hanno vent'anni), la soprana Uma Ysamat si muove con grande grazia e disinvoltura, stando alle difficili regole dell'invenzione infantile che significa soprattutto mettersi in gioco, e di buon grado si trasforma nel posteriore dello strano rinoceronte che combatte con un altro mostruoso animale.
I volteggi in scena trasmettono grande energia e quando i tre protagonisti del movimento (James Thierrée, Camille Boitel, Raphaelle Boitel) si intrecciano sul proscenio in balzi e varie sinuosità sembra di assistere a fuochi d’artificio umani.
Gli applausi hanno trattenuto gli interpreti di questo visionario spettacolo per una buona mezzora oltre la fine, nella diffusa speranza che il sogno potesse continuare e che la notte diventasse veramente insonne ma in loro compagnia.

p.s. Il titolo significa: La sinfonia del maggiolino.

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