Weekend Magazine Venerdì 8 dicembre 2000

San Lorenzo (1)

Magazine - San Lorenzo appare quando meno te lo aspetti: sbuchi da un vicoletto buio, lo spazio si allarga e un’altissima muraglia bianca sale su fino al blu del cielo.
È veramente una bella Cattedrale, ma nessuno lo sa: tutte le volte che ci porto un amico di un’altra città rimane sorpreso. Peraltro vi sono conservate le ceneri di uno dei più importanti personaggi della cristianità, San Giovanni Battista. A volte mon riesco proprio a capire come possa godere di così scarsa considerazione.
Come tutte le grandi fabbriche italiane, anche quella del duomo genovese è durata diversi secoli, e si contano almeno una decina di stili architettonici. Una chiesetta preesisteva già nel IX secolo, ma è con l’arrivo delle preziose ceneri - in seguito alla Crociata del 1098 - che si decide di ricostruirla per dare alle reliquie una sede più consona e prestigiosa. Vent’anni dopo, nel 1118, la nuova San Lorenzo è consacrata direttamente dal Papa.
Di questa basilica romanica restano a tutt’oggi l’impianto basilicale complessivo, i muri perimetrali con i portali laterali e tracce di affreschi. Nel corso del secolo successivo vengono eseguiti importanti lavori di ammodernamento e restauro: fu completata la facciata, rifatti i colonnati interni e iniziate le torri, che saranno terminate soltanto nel XIV secolo. Gli interventi successivi interessarono la cupola (G.G. Alessi, 1556) e videro la voltatura a botte delle navate, seguita di poco dall’ampliamento della zona presbiteriale. Alla fase ottocentesca risale la risistemazione del sagrato, con la scala e i leoni.
La facciata è un piccolo capolavoro del gotico europeo: si perdono interi quarti d’ora a rincorrere e annotare tutti i particolari.
Si tratta di un gotico piuttosto precoce non solo per l’Italia ma anche per la stessa Francia, da dove provennero le maestranze che si dedicarono all’impresa: costruita all’inizio del ‘200, risulta quindi coeva alle cattedrali di Bourges e Rouen, mentre precede quella celebre di Reims. Il risultato dell’incontro fra la cultura architettonica francese e il colorismo pittorico mediterraneo giunge a esiti di raffinata eleganza nei giochi d’intagli dei portali.
Da ammirare anche le sculture della lunetta principale, di pregevole fattura nel panorama della scultura gotica italiana.
Curiosità: durante il recente restauro è stato scoperto un foro comunicante con l’interno proprio sotto la graticola di San Lorenzo. Si tratta probabilmente di un ugello utilizzato nel corso delle rappresentazioni sacre per fare uscire fumo e rendere più veritiera la scena del martirio, vero e proprio “effetto speciale” medievale.
Anche i portali laterali sono degni di nota. Quello di San Gottardo (fianco destro), finemente cesellato con preziose decorazioni di matrice romanico-padana, presenta diversi elementi d’interesse, soprattutto adesso che ha ritrovato l’antico splendore dopo i necessari restauri. Di poco precedente è il portale di S. Giovanni, del 1130, sul fianco sinistro.

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