Magazine Mercoledì 6 dicembre 2006

'Luisona day' al Berio Café

Sabato 9 dicembre, tutti pensano al ponte. Tre giorni di festa, anticipo del Natale, è ora di fare l'albero – o il presepio, per i più tradizionalisti. E sarà festa, sì, perché è il compleanno. Il trentesimo.
Non di una persona, neanche del nostro cagnone, che non ne sa e non c'entra niente. Un compleanno speciale: arrivano i trenta, e sono per Bar sport, il libro di Stefano Benni. E il Lupo ha lanciato l'idea di organizzare, anzi no, di far organizzare il Luisona day.
Certamente tutti sanno chi sia la Luisona, e non aggiungiamo altro. Inseriamo qui sotto un pezzettino del sito di Benni, dal quale si comincia a capire. L'inserto, ovviamente è stato fatto dall'autore dell'articolo senza chiedere alcun permesso.

Il Luisona day è un successo. Grazie ai lettori promotori, quelli che conosciamo e quelli che non conosciamo. Abbiamo più di centocinquanta incontri, ma siamo avidi, la Luisona dà dipendenza, ne vogliamo ancora. Abbiamo conquistato la Basilicata, la Calabria, la Val d’Aosta e soprattutto il Molise, terra natale di metà Lupo.
Ma il Friuli? E il Ruanda? E il Brasile? E l’Iran?
Un ultimo dolce sprint, inviateci le vostre letture. E soprattutto, non pensate a teatri o arene. Bastano una sedia e quattro amici.
E il lupo dove andrà? Presto lo sveleremo.

Genova è presente, con almeno tre eventi. Ciò ci riempie di giuoia. Perché, nel computo totale delle manifestazioni, si va da Sydney (Kangarooland) a Cesena (provincia di Piadéina), da Marghera–Venessia a Darmstadt, Dòicland. E persino a Benborser, che si trova nei conosciutissimi Paesi Catalani Immaginari.

Per restare a Zèna, come faremo noi, al Berio Café che è proprio un bel posto, ci saranno letture, musiche, divertimenti vari. Niente nani e ballerine, però: son finiti i tempi…
Magari qualcuno ci legge proprio la storia della Luisona, e qualcun altro quella della Palugona, erede diretta di quella brioche…

…oops, mi è sfuggito!

Perché della Luisona, uno non se ne fa niente, se vuole mangiarla.
Sarebbe come andare al Louvre a palpare le chiappe alla Venere di Milo (…è al Louvre, vero? A volte ti scaturiscono di quei dubbi che ti viene voglia di telefonare a Gerry Scotti…).
Oppure a toccare le tette alla Gioconda, che così:
1. magari cambia espressione, e soprattutto LO SO che è al Louvre!
2. non sono di marmo – quindi fredde – come le summenzionate natiche

E poi, alzi la mano chi non ha mai frequentato un VERO Bar Sport. Che si riconosce anche se ha cambiato nome, camuffandosi da Bar Ligure, Osteria del Leon d'Oro o ZikiPaki… Ma per favore!
Se proprio volete andare fuori Genova, ma non troppo, ad Arcola (La Spezia) ci sarà un evento organizzato dalla Federazione Arcolana Veri Atleti (F.A.V.A.)… Questi sì, che hanno capito lo spirito del Bar Sport!
Be', ci si vede, raga, e speriamo numerosi.
di Maurizio Mapelli

Potrebbe interessarti anche: , Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini , Superman, a fumetti la storia dei suoi creatori: eroi del quotidiano con il dono di saper far sognare , Il segreto del mercante di zaffiri di Dinah Jefferies, una drammatica storia romantica , Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi , SenzOmbra di Michele Monteleone, un racconto per ragazzi che piace anche ai grandi

Oggi al cinema

Hereditary Le radici del male Di Ari Aster Horror U.S.A., 2018 Quando l’anziana Ellen muore, i suoi familiari cominciano lentamente a scoprire una serie di segreti oscuri e terrificanti sulla loro famiglia che li obbligherà ad affrontare il tragico destino che sembrano aver ereditato. Guarda la scheda del film