Magazine Martedì 5 dicembre 2006

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Care/i lettori e lettrici,
oggi la posta è doppia. Mi vergogno un pochino a pubblicare tanti complimenti, ma non sarò così ipocrita da non ammettere di apprezzarli. Fanno lavorare meglio, con più entusiasmo. Quindi ringrazio il giovanissimo sciupafemmine che offre un consiglio al 46enne in ambasce e non commento, visto che la mail è soltanto indirizzata, non diretta a me. E ringrazio anche Daniela, alla quale risponderò sotto.

Ciao Antonella,
sono un ragazzo di 18 anni e voglio dirti che apprezzo moltissimo la tua posta.
Ti parlo in merito alla lettera "Maschio sconcertato n. 2": hai dato dei consigli utilissimi che temo, però, non verranno raccolti.
Come hai detto tu, c'è bisogno di vita sociale e lo conferma la mia esperienza: a 15 anni ero impacciato. Ho iniziato a frequentare molte persone, parlare, interagire e credo che certe cose si capiscano a stare in mezzo agli altri.
Ora grazie a tutte queste cose e alla conoscenza di un mio amico PlayBoy (no, non nel senso della rivista...) che mi ha letteralmente aperto gli occhi. Beh, diciamo che le cose vanno 3000 volte meglio... :-)
Penso che i tuoi consigli siano fantastici e, per sperare in un vero cambiamento, bisogna muoversi, metterli in pratica e crederci fino in fondo...
Continua così!

Cara Antonella,
ho navigato per mari ed oceani alla ricerca di una rubrica "del cuore" ed ho deciso di riscrivere a te! Ho letto tutte le tue risposte, e sei l'unica non ingabbiata dai filtri del perbenismo o dalle isterie del femminismo. Tu non elabori improbabili profili psicologici, ti limiti a quello che i lettori ti scrivono e spesso da poche briciole ricostruisci con sconcertante precisione le situazioni e gli stati d'animo. Tra le tante rubriche, sei l'unica a non aver paura di schiaffeggiare, a fin di bene, chi dorme incantato nelle proprie illusioni e l'unica in grado di lanciare ancore di salvezza a chi rischia di affogare nella tempesta dei propri dolori.
Non so se sei psicologa/o, psichiatra, sociologa/o, suora/prete, avvocato matrimonialista, sensitiva/o, maga/o… o forse solo una persona matura dotata di buon senso… che tante situazioni le ha vissute (o lette), ed è più brava di altre a trarne insegnamenti… so solo che il più delle volte fai centro!

Ma veniamo a noi, anzi… a me. Sono Daniela (quella che è ancora convinta di amare due uomini). Antonella, ho riletto 1000 volte la mia lettera e la tua risposta, forse hai ragione: non amo nessuno dei due, ma se è così sono lontana anni luce dal riuscire a fare ciò che mi hai suggerito ossia "fare a meno di tutti e due". Hai ragione, sono partita dalla voglia di trasgredire e di provarmi, ma sapere da dove si è partiti non vuol dire necessariamente sapere dove si andrà a finire… non trovi? Chi può dire che, da quel bisogno temporaneo, non sia potuto nascere col tempo un Amore.

Con il mio ragazzo "è cominciata troppo presto", è vero, ma ti assicuro che i miei vent'anni all'epoca, erano più vissuti di quanto non lo siano oggi quelli di tante mie amiche più che trentenni. Insomma un po' di mondo l'avevo visto, quanto bastava per capire quello che volevo e quello che sicuramente non volevo. È vero anche che oggi mi sembra di rivivere con il mio amante quelle sensazioni ed emozioni vissute con il mio ragazzo 10 anni fa, di pari intensità ma differenti: spensierate, inconsapevoli e irripetibili, a vent'anni; profonde passionali e serie, oggi.
Sono una ragazza con la testa sulle spalle, forte e molto indipendente, ho il mio lavoro, la mia casa, le mie amicizie (solo mie), me la sono sempre cavata con le mie sole forze, viaggio spesso da sola ed ho modo di conoscere tante persone di svariati generi… piaccio agli uomini e sono spesso corteggiata, la cosa mi fa piacere e mi dà sicurezza, ma prima di questa storia non ho mai sentito il bisogno di andare oltre… e non sento "il bisogno di non essere sola", ma semplicemente ho la fortunata possibilità di scegliere tra due ragazzi eccezionali e innamorati… e non so scegliere!

Ma perché dovrei stare sola e perderli entrambi? Mi sento emancipata, ma allo stesso tempo rientro in quella categoria di ragazze che sogna una vita "in due" non da sola, che ha sempre desiderato avere dei figli da amare con la persona che ama. Oggi mi capita di immaginare spessissimo un futuro così con il mio amante, non so se lo desidero, ma lo immagino spesso, cosa che non accade più con il mio compagno. Mi è capitato di vedere il mio amante con un'amica ed ho avuto una crisi di gelosia… ma come dici spesso anche tu, il desiderio di possesso c'entra poco o nulla con l'amore.
Sono certa anch'io che la passione si affievolisce fino a spegnersi del tutto, mi è già successo e mi risuccederà anche con un nuovo compagno, sono certa. Ma se la passione dura poco e sento che sono ormai diversi anni che "faccio una gran fatica a tenere in piedi questo amore" forse dovrei continuare… o forse arriverò all'altare con il mio ragazzo e mollerò tutto… visti i presupposti. Scrivo a te perché sono una ragazza molto molto riservata e reputo le amiche coetanee troppo superficiali (o invidiose) nel dispensare consigli. Questo malessere mi fa soffrire, invade la mia vita di tutti i giorni, lentamente inizia a ripercuotersi su tutto (persino sul lavoro) ,con esiti catastrofici! sono di nuovo nelle tue mani.

Cara Daniela,
se non sbaglio un colpo, perché mi hai riscritto? Facciamo così, magari non ho sbagliato, ma dovrei correggere il tiro: cioè scegliere per te. Cara mia, sono pronta a assumermi la responsabilità, ma non senza averci ragionato insieme. Per cominciare vorrei scegliere per te… le amiche. O le cambi, o ti chiedi perché, con tante ragazze belle e intelligenti che ci sono, tu abbia scelto delle cretine.
Parto da lontano perché il commento che hai fatto sulle amiche mi ha fatto ipotizzare un aspetto della tua personalità che non avevo visto o valutato. Sarai mica del tipo che, bella, corteggiata, con un lavoro soddisfacente che si è guadagnata di sicuro con fatica (spero, dimmi che non sei una figlia d’arte in qualunque campo tu lavori, per piacere!), non è ancora soddisfatta e ha bisogno di essere rassicurata continuamente su sé stessa scegliendosi un ambiente meno brillante di lei?
Se così fosse, non hai bisogno di consigli, ma di imparare che la vita non è un film e neanche un romanzo di genere in cui è un dovere far battere il cuore del lettore/spettatore ogni tre pagine. Se invece, come penso, non sei così, reitero ben due consigli: cambia amiche lo stesso e rileggiti.
Più timidamente nella prima, più esplicitamente nella seconda mail, mi chiedi di dirti che devi scegliere l’amante. E allora fallo! Sei tu la persona più adatta a giudicare. E non avere paura di far soffrire il tuo ragazzo ufficiale: un matrimonio con queste basi vi farebbe soffrire molto più a lungo e sarebbe destinato a soccombere all’assalto del terzo che, prima o poi, fatalmente entrerebbe nella tua vita. Lascia il fidanzato – come desideri, ma non hai il coraggio di fare per troppi motivi - ma, per piacere, continua a vivere sola ancora un po’. Per provare la vita di coppia con un uomo che conosci solo in una situazione di clandestinità. Ti rifaccio gli auguri,
Antonella

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di Antonella Viale

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