Magazine Lunedì 4 dicembre 2006

L'ultimo viaggio del Professor Bad Trip

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Forse anche voi avete a casa un libro o un disco con sopra uno dei suoi deliri cyber-punk. Uno dei primi Ammaniti (Fango, Ti prendo e ti porto via) o un album di qualche gruppo hard-core, comprato in una serata in qualche CSOA. Oppure avete tenuto da parte un volantino underground, di quelli che circolavano a metà anni'90 in via Balbi 4. Ecco, se una di queste cose ha funestato la vostra mente per giorni, è ora di ritirarla fuori e far continuare il viaggio del Professor Bad Trip.

Gianluca Lerici, known as Professor Bad Trip, è scomparso sabato 25 novembre per un infarto a 43 anni. È difficile fare il coccodrillo di un personaggio così. Ce ne vorrebbe uno mutante, un'ibridazione post-umana, come una delle sue creature.

Il cognome, tradisce le sue origini liguri. Era nato a La Spezia nel 1963. Dopo aver studiato scultura, si dedica alla grafica, ma il suo stile resta sempre materico e sfaccettato, come un Kate Haring armato di punteruolo, infinitamente più cattivo e introverso. I suoi personaggi hanno tre e a volte più dimensioni. Le tecniche diverse: serigrafia, acrilico, uniposca, xilografia. I suoi soggetti cominciano a circolare su flyers e fanzine techno-punk, magliette clandestine e poi su Decoder, Frigidaire, Rumore e Stampa Alternativa.
Mutanti freak, ibridi post-umani, vortici psichedelici: da una parte l'influenza di Crum, Coleman e Williams, i grandi del fumetto e del disegno underground americano, dall'altro gli ambienti libertari e anarchici del limes ligure-toscano, fanno da subito di Lerici il punto di riferimento del cyberpunk italiano.

E non solo. La forza delle sue allucinazioni impregna il desiderio di distinguersi della couplandiana Generation X, quella di chi ha avuto la fortuna, o la sfiga, di nascere tra il '61 e l'81, di avere l'immaginario cullato da cartoni giapponesi, Pubblitalia '80 e coccolino. Gente che ha dovuto decidere se essere paninaro o metallaro e che si ritrova ventenne sbalestrato e incazzato a metà anni '90. Improvvisamente, i disegni di Bad Trip Professor restituiscono identità e profondità alla protesta di chi è stufo di sentirsi omologato, ibridato dalle sperimentazioni della grande distribuzione, come gli umanoidi con la maschera antigas o i vegetali dotati di sinapsi che lui disegna in quel periodo. Roba che un libro lo si scortica più che leggerlo.
Dietro i suoi disegni ci sono i grandi della science fiction, da Philip K. Dick ad Asimov, a Gibson, la letteratura psichedelica di Williamo Burroughs (di cui ha adattato a fumetti Il Pasto nudo), il cinema di Carpenter, Lynch e Cronenberg, la musica dei Dead Kennedys, la grafica di denuncia dei writers metropolitani.

Il suo ultimo lavoro, Greetings from Hell, è stato presentato solo poco prima della sua scomparsa al COX18 di Milano.
Da tempo Lerici era tornato a La Spezia, sede dell’Organic Mutation Institute, per studiare assieme alla sua compagna Jeanmarie Filaccio, scultrice, gli organismi biomorfi e mutanti partoriti dalle loro menti.

Credo più in Elvis che in Dio, soleva dire.
E chi lo sa che non ci sia davvero, Elvis, dall'altra parte. Have a good trip prof.
di Giacomo Revelli

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