Magazine Martedì 6 marzo 2001

Come un romanzo, di Daniel Pennac

Daniel Pennac ha insegnato per 28 anni. Una cosa gli piaceva fare, osservare i ragazzi e divertirsi a indovinare che uomini e che donne sarebbero diventati. Insegnante e pedagogo attento.
Peccato, mi sarebbe piaciuto avere Pennac come prof, sarei stata curiosa di capire come poteva trasmettere ai suoi alunni il piacere della lettura, senza che questo risultasse una costrizione. Perché immagino che in qualche modo si sia cimentato in questo delicato compito, visto che Come un romanzo parla appunto di questo. Del piacere della lettura e del diritto sacrosanto di NON leggere.
Chi già conosce Malaussene e la sua combriccola può leggere un Pennac che mantiene lo stesso stile acuto e divertente. Questa volta per farci riflettere ci dice di stare attenti a non appropriarci del diritto, che poi non esiste, di imporre un libro o di demonizzarne un altro.
Tutti i bambini del mondo "tirano il maglione" a un adulto per farsi leggere qualcosa. L’abbiamo fatto anche noi, e forse ci è già capitato di trovarci anche dall’altra parte, dalla parte di chi con tanta pazienza apre il libro e inizia il racconto. Cos’è capitato poi a quei bambini? perché a un certo punto si rifiutano di leggere o rifuggono i libri con orrore?
Pennac racconta dell’approccio con un pubblico di uditori, giovani adolescenti, che credono di non amare leggere. Preconcetto contro cui bisogna battersi, ma senza forzature.
Abbandonare il ruolo di commentatori, di superbi depositari del “vero” significato di un testo. Lasciare che sia il libro a parlare e non la nostra presunta saggezza. Non voler dare a tutti i costi un significato e pretendere che tutti lo intendano allo stesso modo.
A pagina 110 Pennac scrive: “…Parlare di un’opera a degli adolescenti, e pretendere da loro che ne parlino può rivelarsi molto utile, ma non è un fine in sé. Il fine è l’opera. L’opera nelle loro mani. E il primo dei loro diritti, in materia di lettura, è il diritto di tacere.”
E poi c’è l’elenco noto a molti, anche a chi non ha mai letto questo libro, dei diritti imprescrittibili del lettore. Una vera e propria provocazione, costruttiva, a certi classici canoni scolastici.
Ma Come un romanzo non fa solo riflettere sul passaggio da una lettura imposta al piacere di una lettura consapevole. C’è un pezzo molto carino sul “tempo per leggere”: “… a ben vedere nessuno ha mai tempo per leggere… E perché questa donna, che lavora, fa la spesa, si occupa dei bambini, guida la macchina, ama tre uomini, frequenta il dentista, trasloca la settimana prossima, trova tempo per leggere e quel casto scapolo che vive di rendita, no?”
Buona lettura a tutti e ricordatevi che:
avete il diritto di non leggere, di saltare le pagine, di non finire un libro, di rileggere….

Come un romanzo, Daniel Pennac
Feltrinelli, pp. 144 ca, Euro 6,00 Prezzo di copertina




di Annamaria Tagliafico

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