Magazine Martedì 21 novembre 2006

Messina: «amate e sognate»

Un racconto senza tempo e per temi immortali. Così la scrittura di Antonio Messina, che ha recentemente pubblicato il suo secondo libro dal titolo La memoria dell'acqua (Il Foglio Edizioni). Si tratta di una raccolta di brevi saggi letterari, in cui lo stile fantasy si mescola ad argomentazioni filosofiche.
Questo nuovo lavoro segue il romanzo d'esordio di Messina - L'assurdo respiro delle cose tremule - che nel 2003 aveva ricevuto buone critiche.

Dei nove racconti che compongono il volume i primi tre sono più corposi; quello di apertura dà il titolo all'intera raccolta. Prosa e filosofia - con riferimenti arcaici come le galassie Socratee (un onirico mondo descritto ne La memoria dell'acqua e profeti (Ezachiel è il nome del protagonista de La piuma degli angeli - fanno da contorno al tema centrale dell'opera: l'amore.
Dice l'autore in un'intervista di Maria Pia Codato: «L'amore sempre cercato, sfiorato solo per un attimo e poi via, di nuovo a vivere. [...] Ma la dimensione del sogno ci è stata restituita, infatti nella prima opera uno dei protagonisti afferma: "Quando fra le cose reali non si riesce a trovare un respiro, forse è più conveniente consultare il mondo dell'immaginazione e provare ad essere felici dentro un'illusione"».
L'amore, tragico e disperato, è di nuovo protagonista in Sei qui: un dialogo serrato tra due personaggi - Nouf e Nabeel - che si conclude così: "Siamo solo di passaggio, Nabeel, siamo onde e oceani, respiri di un attimo, illusioni percorsi di luce".
Messina scrive senza mai far calare la tensione narrativa. Che ci sia un io narrante o si svolga un dialogo, il discorso viaggia sempre sul filo delle emozioni. La sua scrittura è anche un inno incessante verso la ricerca del lato luminoso delle cose, soprattuto quelle piccole e apparentemente banali. Proprio lì - si legge tra le righe dell'opera - è rintracciabile la gioia dell'esistenza quotidiana.

Il libro verrà presentato giovedì 30 novembre alle 17.00 presso Biblioteca civica di Padova. Introduce Marina Monego.
di Daniele Miggino

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