Magazine Martedì 21 novembre 2006

La posta del cuore

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Titolo: Maschio sconcertato n. 2

Carissima Antonella,
anzitutto la ringrazio tantissimo poiché non mi sarei mai aspettato di vedere sul sito la mia lettera, scritta di getto e in modo abbastanza confuso (in effetti traspare in essa il tema della confusione). E devo dire che la sua risposta coglie proprio il bersaglio giusto; il mio approccio un po' a tutto - e anche alle donne - è in questo momento non troppo felice della mia vita, abbastanza altalenante e quindi poco efficace.
Le scrivo ancora perché mi ha invitato a farlo e per capire meglio alcune cose. Il mio obiettivo lei lo ha capito poiché, nella risposta, mi parla di relazione, e questo credo che lo capiscano anche le donne di cui le parlavo (che cosa vogliono invece le donne da una relazione?). Lei dice che la sicurezza - vera o simulata - è importante (giusto); mi dice anche che le donne/ragazze di oggi sono molto sveglie (concordo pienamente); ma, proprio perché lo sono, riconoscono subito se la sicurezza è vera o simulata, per cui, se uno non appartiene alla schiera dell'uomo che non deve chiedere mai, non credo che imparare a simulare una faccia tosta possa servire a tanto (o no?).

Io direi che le donne/ragazze di oggi sono tanto sveglie che:
- sono loro che scelgono nelle relazioni e, se hanno detto di no, non ci sono molte chance per noi uomini di modificare le cose (non mi sembra così poco nella vita poter decidere in questo campo; mi sembra che lei sottovaluti troppo questo aspetto, che invece può essere parte determinante nella nostra felicità)
- sono loro che dettano i criteri di scelta (mi metto con te se
1. sei single
2. sei potente
3. sei ricco
4. ...).
Almeno l'uomo (io) quando dice "ti offro un caffè, mi piaci" vuol dire proprio "mi piaci"; (cioè voglio te, non voglio "qualcosa tramite te"); non è che noi uomini siamo molto più sinceri in questo campo delle donne?

So di aver detto una cosa molto cattiva (ha uno scopo), che può far pensare che odio le donne. E invece le adoro, cara Antonella, altrimenti non le scriverei certo queste lettere...
Spero tantissimo (ho lasciato la mia e-mail) di ricevere rimproveri e insulti da tante donne, che mi dimostrino che mi sbaglio completamente. E spero di ricevere anche consigli da tanti uomini che hanno avuto invece successo in questo campo (uomini comuni, come me, non quelli di successo che, come dice lei giustamente, non leggono e non scrivono nella sua rubrica).
NB. Intanto, almeno una donna che mi dà retta e mi corrisponde l'ho trovata. È lei, cara Antonella, perciò grazie ancora.
Un bacio
Antonio

Gentile Antonio,
sarò paziente con lei, perché il suo candore - e anche i complimenti, la ringrazio - la rendono simpatico, quindi non la ridurrò a pezzettini, come per altro ho già fatto in passato, per la sua provocazione un filo maldestra su donne e potere, ma mi limiterò a spiegare con calma. E a cercare di rispondere alle innumerevoli domande che pone.
Cominciamo da ciò che più le sta a cuore: la relazione. Ora che lo ha ammesso chiaramente come doveva, faccia un passetto più in là e si dica che tipo di relazione cerca. Vuole amore, bottarelle rassicuranti da crisi dei quasi cinquanta, affetto, intesa e complicità senza un impegno troppo serio? Così, a orecchio, mi pare in cerca di qualcosa di travolgente che inglobi in parte tutte e tre le cose, ma potrei sbagliare. E allora provi a seguire un consiglio che ho dato spesso: si dedichi con impegno a interessi esterni al lavoro e alla vita coniugale. Se non li ha, li cerchi.
Cinema? musica? bridge? Adattissimo a un cervello matematico e in grado di dare gratificazioni che potrebbero renderla più sicuro di sè. Volontariato? ambiente? montagna? Inserirsi in gruppi è sempre una buona cosa, un po' perché rieduca al rapporto sociale, un po' perché magari si fa qualcosa di buono per sè o per gli altri, un po' perché è più facile fare conoscenze con la certezza di un altro incontro.

Non mi chieda tecniche per piacere, non ne ho. Uno non si può cambiare per piacere alle donne, meno che mai alla sua età. L'unico consiglio che posso darle in merito è di essere meno diretto, trovare il modo di prendersi abbastanza tempo per sondare le intenzioni dell'altra. Non sia precipitoso, mi raccomando, e tuttavia cerchi di imparare a capire quando è il momento di smetterla con le chiacchiere e di passare all'azione. Un po' per scherzo, un po' perché me ne ha parlato un'amica di cui mi fido, provi a dare un'occhiata a un libro che non ho letto: Come portarsi a letto una donna in 10 mosse (di Laura Amisano e Cristina Origone, DelosBooks) di sicuro la divertirà, magari le sarà anche utile.

Quanto al suo indirizzo, mi dispiace: non posso pubblicarlo. Non voglio che la Posta del cuore si trasformi, neanche per una volta, in una rubrica di annunci. Però aprirò un piccolo forum, speriamo che qualcuno risponda.
Quanto al potere delle donne, scusi, ma è un argomento che mi manda in bestia. Sia preciso, parli del potere delle donne belle o desiderabili o molto disponibili. Perché le donne normali questo potere non ce l'hanno.
Così come gli uomini belli o desiderabili o molto disponibili, hanno un potere immenso sulle donne candide come lei e lo usano in modo spietato. Per le stesse identiche ragioni che lei ha elencato. Quindi, ci faccia caso, almeno in questo campo - dalla velina in giù - la parità c'è eccome, con qualche lieve modifica. L'uomo è ancora oggi più indipendente economicamente, quindi magari il "mi metto con te solo se sei single" si trasforma in "mi metto con te solo se sei sposata, così hai la famiglia e non rompi i coglioni". I discorsi potere e ricchezza, invece, sono uguali.

Come vede l'indipendenza è ancora lontana e, per età e vissuto personale, oltre che per ideale, vorrei vedere le donne un po' più autonome e titolari di posti di potere vero.
Finita la ramanzina, anche perché, per onestà intellettuale, mi tocca ammettere che c'è una discreta inversione di tendenza rispetto alla mia generazione e che le ragazze più giovani saranno magari scaltre e scafate, ma troppo spesso tendono a seguire ideali televisivi. "Mi sistemo", per dirla in due parole. Ma lei, Antonio, è proprio sicuro di volere una venti/trentenne? Perché sono queste le ragazze che lei non definisce, ma ho capito lo stesso, e che invece io ritengo più vulnerabili ed esposte a enormi delusioni. Si muova dai 35 in su e si troverà meglio, mi creda.

Le rifaccio molti auguri e spero di averla aiutata almeno un poco, visto che non sono né desidero essere una creatrice di seduttori,
Antonella

Per tutte/i: scusate i ritardi, care lettrici e lettori, la mia rubrica è settimanale e la posta si ammucchia. Abbiate pazienza, risponderò a tutte/i. Nel frattempo non cacciatevi in guai peggiori...
Ciao,
Antonella

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di Antonella Viale

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