Weekend Magazine Martedì 6 marzo 2001

L’Acquario di Genova

Non sto a parlarvi troppo dell’Acquario e ad elencare quello che c’è. Mi sembra superfluo e delego tutto questo al sito originale: www.acquario.ge.it . Ce ne sono anche tanti altri, basta una semplicissima ricerca con Virgilio.
Posso dire però che, per una volta, a Genova si è fatto qualcosa di davvero speciale. Già all’apertura, nel 1992, alcune delle sue gigantesche vasche avevano suscitato un certo scalpore. Adesso, quello stesso acquario è circa quattro volte più grande e ha un posto di riguardo anche su scala mondiale.
Strutture come queste sono mostruosamente costose e complesse da gestire. Tuttavia la storia degli acquari non è molto recente. A Londra nel 1853 si aprì la prima vasca di animali acquatici. Fu un enorme successo, nonostante la difficoltà di manutenzione. Anche sessanta anni dopo un acquario non era molto diverso da una pinacoteca con le vasche, spesso incastonate nelle pareti, a sostituire i quadri.
Ma nel 1984, in California, tutto cambia, quando viene inaugurato l’Acquario di Monterey. Nascono vasche gigantesche, da centinaia di metri cubi, superfici visive curve, tunnel sottomarini. Il vecchio sistema va completamente in pensione. L’Acquario di Genova appartiene a questa nuova generazione, che ha avuto nel corso degli anni novanta un certo seguito anche qui in Europa: Lisbona, Londra, Barcellona, giusto per citare i più recenti. Il tanto decantato Acquario di Montecarlo invece, seppure bellissimo, appartiene ancora alla prima generazione.
Farsi un giro nell’“acquario straordinario” è un esperienza insolita, scientifica, per chi lo vuole, ma soprattutto spettacolare. La visita durerà circa due ore, anche più se vorrete prestare molta attenzione alle mostre a tema che vengono periodicamente allestite. Adesso, per esempio, c’è “Abissi: viaggio verso i misteri del profondo”. Tema: l’esplorazione e le creature delle profondità marine.
Mi capita spesso di sentire che simili strutture non dovrebbero esistere perché mantengono in prigionia gli animali: l’Acquario di Genova ha almeno un milioni di visitatori ogni anno, porta prestigio e prosperità a questa città. E’ un laboratorio scientifico di alto livello, traino della ricerca in diversi settori. Ricerche che, spesso, senza adeguati finanziamenti non potrebbero essere portate avanti. Pochissimi sono gli animali che possono davvero percepire la cattività nelle gigantesche vasche degli acquari moderni. Anzi il più delle volte le creature ospitate godono di migliore salute rispetto agli animali trovati in natura: niente parassiti, ottima alimentazione, condizioni ambientali stabili. Delfini, squali e foche ospitati sono spesso animali menomati, feriti, in natura destinati a morte certa. O talvolta nascono direttamente in cattività.
Forse anche l’approccio della gente sta cambiando. Un crescente numero di persone sta imparando ad apprezzare la natura. Ed il merito non è solo dei documentari.

Oggi al cinema

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