Attualità Magazine Sabato 18 novembre 2006

Il mondo parallelo di Extremelot

Magazine - Sono tante le cose che si possono fare dopo una giornata di lavoro. C’è chi ha voglia solamente di rilassarsi su un divano, facendosi ipnotizzare dalla televisione o guardando un film, chi preferisce farsi una doccia e poi via per bere una birra con gli amici e c’è chi, mettendo da parte tutto il resto, vive un’altra vita.

Questa scelta è condivisa da oltre 55.000 italiani, questo infatti è il numero degli appartenenti ad , la comunità online più numerosa d’Italia.
Extremelot è un gioco di ruolo fantasy, che ha come teatro il granducato di Lot. Entrando nel sito si ha l’opportunità di creare il proprio personaggio scegliendo tra le tante razze esistenti del genere.
Umani, gnomi, fate, kendot, angeli, demoni, elfi e drow. Questi sono gli abitanti di Lot, ognuno con una sua scheda, un profilo ed una storia personale. Aprendo l’home page ci si trova di fronte all’immensa mappa del Granducato, dove ogni luogo, dai giardini alle magioni, dai tribunali ai castelli, dai mercati ai quartieri, corrisponde ad una chat differente dove ogni utente descrive le azioni e le parole del proprio personaggio, in pieno stile cavalleresco e con l’obbligo di usare il “voi”. D’impatto Extremelot sembra solamente una chat, ma lasciandosi coinvolgere e trasportare, in poco tempo ci si accorge di quanto il sito sia in realtà un vero e proprio mondo parallelo.

Extremelot esiste dal 1998 e in otto anni di vita si è ampliato, organizzando la vita dei suoi abitanti con leggi e mestieri, guerre e momenti di pace, servizi e arte. Coloro che si iscrivono a Lot si ritrovano di fronte ad un bivio: o snobbano il tutto, etichettandolo come incomprensibile, o finiscono con il farsi assorbire dal proprio personaggio, evolvendosi con esso e crescendo insieme alla sua storia. Persone di ogni parte della penisola, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, fanno di Lot un appuntamento quotidiano che in alcuni casi sfocia in maniera goliardica e variopinta anche nella vita reale. Per questo sono nate le Consulte di Lot (l’ultima si è svolta a Lucca ad inizio novembre), incontri organizzati in diverse località italiane, dove i personaggi di Lot si incontrano dal vivo, a volte anche in costume medievale, al fine di trascorrere qualche giorno insieme, scambiarsi consigli e pareri sulla vita vera e idee ed opinioni sul quella del ducato.
Perché anche a Lot c’è la politica, con i nobili potenti e i poveri cittadini. I personaggi crescono e muoiono, si sposano e mettono su famiglia, fanno carriera e si affezionano a coloro che incontrano nel proprio cammino. Girovagando per le strade del ducato ci si imbatte così in bardi e giudici, ladri e pittori, madri e figli, barbari e guardie, senza neppure immaginare che dietro molti di loro si celano impiegati e casalinghe, giornalisti e pubblici ufficiali, docenti ed avvocati e, in alcuni casi, anche rettori universitari e professori. Lot non richiede la conoscenza assoluta dei giochi di ruolo, per farne parte basta avere voglia di estraniarsi dalla realtà, di fare teatro con le parole e di calarsi in un’epoca diversa.
I nuovi iscritti del sito vengono aiutati nei primi passi dalle guide di Lot e in base alle ore di gioco, lo stato di straniero (con il quale il personaggio esordisce nel ducato alla sua creazione) cambia via via in quello di viandante, cittadino, messere, fino al titolo di signore.
Per tutti coloro che amano le atmosfere sognanti di Tolkien e che avrebbero voluto che “il signore degli anelli” non finisse mai, Lot è una tappa obbligata, un’esperienza da provare che per alcuni diventa un vero e proprio hobby con il quale dedicarsi anima e corpo. E da adesso, quando vedrete un distinto signore in giacca e cravatta aggirarsi per le strade, pensateci due volte, dietro di lui potrebbe nascondersi la storia di un elfo e di uno gnomo, attento a distinguere le sue vite parallele, ma vivendo entrambe con la medesima coscienza.

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