Magazine Mercoledì 15 novembre 2006

Bacci Pagano: con la morte non si tratta

Nella foto in prima pagina: un particolare della copertina del libro
Nella foto in alto: Bruno Morchio
Bacci Pagano is back, e stavolta è in Sardegna. abbiamo sentito lo scrittore Bruno Morchio, che ci ha raccontato come nasce l'ultima avventura dell'investigatore genovese. Ci aveva detto che il romanzo è un inno alla natura sarda, con i suoi colori, i paesaggi, la sua luce. Ci aveva detto che Bacci attraversava periodo di nostalgia famigliare, dovuto all'incontro con la figlia dopo dieci anni lontananza. Ci aveva detto che, come suo solito, appena messo piede sull'isola scoppiavano una serie di casini. Tutto vero, ora che lo abbiamo letto possiamo confermare.
Con la morte non si tratta, edito da Garzanti, porta Bacci Pagano fuori dai vicoli, e assurge Morchio ad autore genovese del momento. Tanto che, venerdì 17 novembre alle 18.00, inizia il tour delle librerie genovesi A riMORCHIO con Bacci Pagano presso la libreria Mondadori (Via Venti settembre 210/r). Sabato 18 novembre è la volta di Assolibro (via San Luca) e L'albero delle lettere(Canneto il Lungo) dalle 17.00 alle 18.30. Tappa finale al Teatro della Tosse, ore 18.30, dove Morchio incontra il pubblico in un dibattito condotto da Pietro Cheli di Diario e con le letture di Enrico Campanati.

In quest'ultimo lavoro, però, i caruggi non si vedono neanche da lontano.
L'amica avvocato di Bacci, Gina Aliprandi, affibbia al nostro un caso che dir poco chiaro è un eufemismo.
Un assistito della Aliprandi è in carcere da dodici anni a causa di un colpo finito male. Il bottino e i suoi complici sono svaniti nel nulla. Ora è sparito anche il figlio del detenuto, e quest'ultimo è convinto che sia andato in Sardegna a recuperare la sua parte della refurtiva. Ma è pericoloso. Chi può andare a prendere il ragazzo prima che si faccia male? Bacci, ovvio.

A metà tra vacanza e lavoro, il detective conduce pigramente le prime indagini. A Tertènia, il paese dell'Ogliastra in cui è diretto, abita un suo vecchio amico. Poco dopo lo raggiunge pure la figlia ribelle, che ha litigato con la madre e vuole rivedere il padre dopo dieci anni.
Le pagine scorrono tra una descrizione paesaggistica (con questo benedetto meastrale che non finisce mai) e i ricordi del passato di Bacci. Un miscuglio di lavoro e famiglia che fin dall'inizio ti induce ad aspettarti qualche brutto colpo trasversale. Ma anche se la narrazione non tiene un ritmo molto serrato, dal punto di vista del plot le soprese non mancano. Di certo viene voglia di andare in vacanza in Sardegna, a bere vermentino e whisky come Bacci.

Il libro scorre e tu non te ne accorgi. Alla fine sei quasi più preso dalla storia della figlia che dal caso investigativo. Riuscirà Bacci a fare il bravo papà? Il punto centrale è questo. Come in ogni film di suspence che si rispetti, l'accelerazione arriva nel finale, quando succede di tutto.
Il prossimo libro di Morchio, dice l'autore, tratterà la crisi della psicanalisi. Bacci dallo psicologo? Non proprio, ma ci siete andati vicino.

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di Daniele Miggino

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