Magazine Martedì 14 novembre 2006

La posta del cuore

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titolo: Maschio sconcertato

Mi presento in breve. 46 anni, ingegnere dipendente di azienda, sposato senza figli, di aspetto normale (1.72, 70 Kg, né brutto né bello, bruno con i baffi), di buona cultura. Non sono un tipo brillante ma comunque risulto simpatico.
Negli ultimi anni il mio matrimonio si è un po' adagiato in una situazione abbastanza noiosa, ma non è questo l'argomento che volevo affrontare. Da circa 3 anni mi è cresciuta dentro l'esigenza di creare un rapporto con una donna (di che tipo? come amante/amica/confidente o di pura simpatia, non lo so ancora) poiché ne avverto la mancanza in questo momento della vita.
Perché sconcertato? Perché in 3 anni non ci sono riuscito affatto!!!

Eppure ho tentato approcci sia con coetanee (le dividerei in 2 gruppi; quelle che non hanno tempo perché vanno sempre di corsa anche per un caffè, e quelle che, dai, se devo fare un colpo di testa mi scelgo un 25enne e mi diverto), sia con ragazze più giovani (anche loro a caccia del coetaneo da accalappiare oppure a caccia del potente/danaroso da cui ottenere qualcosa).
Mi sbaglio? Ma non era la mia l'età quella del maschio nel massimo del suo fascino? Se oggi le donne non mi danno retta, certamente fra 5 o 10 anni sarà molto peggio!
Spero che mi dica qualcosa che mi aiuti a capire, perché in questo momento mi sento molto sconcertato e oltretutto depresso; in balìa delle donne, che solo loro possono decidere della nostra felicità (o infelicità).
La saluto e la ringrazio,
Antonio

Gentile Antonio,
ho la sensazione che lei sappia benissimo che tipo di rapporto va cercando.
Ma, se questa non è la posta della bottarella come mi è capitato di scrivere, non è neanche quella dell'etica cattolica. Quindi poteva essere più diretto. Dato che si è "scoperto" quasi subito scrivendo quello che lei ritiene cerchino le donne da una relazione. Non ho tanti elementi, invece, per capire i motivi dei suoi insuccessi.
Perché è vero che gli uomini della sua età sono -in genere- molto desiderati.
Per il momento provo a darle un consiglio un po' "a senso", cioè pensando a come ha affrontato l'argomento nella mail. Se lo affronta allo stesso modo con le signore/signorine, cioè con una grande indecisione, un pochino di vigliaccheria e tanta insicurezza, partendo da un approccio "non so cosa voglio" per finire con dare l'impressione di volere qualcosa di ben preciso, non funzionerà mai.

Il successo dell'uomo della sua età nasce soprattutto dalla sicurezza -reale o simulata che sia- e le donne ormai sono abbastanza sveglie. Quindi credo che dovrebbe per prima cosa scoprire -riconoscere?- davvero quello che sta cercando e attenersi all'obiettivo.
Se non si mostrerà confuso, diventerà subito più attraente.
Se non si mostrerà troppo interessato a una relazione sentimentale o erotica, non farà sentire oppressa la donna.
La quale donna/ragazza, gentile Antonio, forse può decidere della felicità/infelicità del singolo uomo, ma in fondo ancora oggi decide troppo poco.
Pensi ai posti di lavoro, pensi a quelli di governo, chi occupa le posizioni importanti? Quante sono davvero le donne di potere? Ho paura che, mettendo le due cose a confronto, il potere di darla o meno sia una magra consolazione... Anche se immagino che non sia di grande soddisfazione neppure per lei, sapere che il potere delle donne continua a essere tutt'altro che illimitato e ben lontano dalla parità. Non mi sembra un tipo vendicativo.

Se le serve, riscriva e spieghi meglio, potremmo tentare di vederci più chiaro e trovare un modo di approccio più soddisfacente.
Inutile dire che sarebbere bene accetti i suggerimenti dei quarantaseienni di successo (che probabilmente non leggono questa rubrica...).
Intanto, auguri,
Antonella

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di Antonella Viale

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