Magazine Mercoledì 8 novembre 2006

Quando ENI faceva rima con Mattei

Un altro saggio su Enrico Mattei?
Sì, è vero, ci sono già molti libri che lo raccontano, inseguendo ipotesi rocambolesche su come sia morto, che lo esaminano e lo condannano sui temi della corruzione politica, che lo strapazzano tentando di analizzarlo dall’esterno. Questa volta però, l’occasione del centenario della sua nascita ha dato a Giuseppe Accorinti - in Quando Mattei era l'impresa energetica - quarantanni vissuti all’interno dell’ENI e Amministratore Delegato di AGIP petroli, la forza di scrivere su Enrico Mattei raccontandolo per come lo ha conosciuto in Azienda, e cioè grande leader e manager nell’impresa energetica dello Stato e nelle sue società operative, nel mondo degli affari interni e internazionali e, soprattutto, nei vari aspetti del business strategico, spinto dal desiderio che, anche da parte dei suoi contemporanei, si operi quella ricostruzione necessaria dell’azione imprenditoriale di Enrico Mattei mettendo a disposizione, per il presente e per il futuro del nostro Paese, quel modo di fare impresa dello Stato che fu chiamata cultura ENI.

Una cultura ricca di dedizione, di capacità, di sacrificio, di fantasia, di apertura internazionale, di ascolto degli altri, di gestione dell’azienda come se fosse patrimonio individuale ma anche collettivo e che riuscì a riscattare l’Italia povera del dopoguerra dalla dipendenza energetica e non solo.
Un racconto organico dei fatti e delle grandi realizzazioni industriali in Italia e all’estero, quindi, della reale portata del suo management imprenditoriale. Da verniciatore di letti in ferro a Capo dei Partigiani cristiani a Parlamentare in seno al Governo De Gasperi, Enrico Mattei riuscì in una parabola umana straordinaria, a realizzare il suo sogno, la fondazione dell’ENI il 20 gennaio 1953 e a esserne l’anima ispiratrice e il suo Presidente. Non si può che lasciarsi trascinare dalla trama di questa biografia esemplare tradotta dalla voce vicina e sincera di uno che allora, “c’era”.

Giuseppe Accorinti ci dice: “Mattei, il Principale, perché lui non era solo il grande Capo al quale tutto e tutti facevano riferimento - lo era, accidenti se lo era - ma era soprattutto il Principale perché oltreché comandare, lavorava con noi, entrava nel mondo degli affari che noi conducevamo, ci aiutava e ci stimolava. Lo sentivamo partecipe del nostro lavoro così come un principale di officina meccanica, capolavoratore”.

Giuseppe Accorinti
Giuseppe Accorinti ex Amministratore Delegato di Agip Petroli per l’Italia e l’Estero, Presidente della Scuola Mattei ha lavorato per oltre quarantanni all’ENI. L’incontro fortunato con Enrico Mattei capitò nel giorno di Capodanno del 1959 e da allora fu l’inizio di un’avventura “senza fine”. Responsabile a Belluno, a Macerata, ad Alessandria, a Torino e poi a soli trentadue anni Dirigente a Genova, si occupò dell’Africa mediterranea (Libia, Tunisia, Marocco) e dell’Africa occidentale ex francese (Costa d’Avorio, Senegal, Malì, Altovolta). Questa lunga e preziosa esperienza operativa e il rapporto personale con Enrico Mattei lo inducono ora a raccontare del Presidente dell’ENI come il leader e il manager di una grande impresa visto con gli occhi di uno che allora “c’era”. Attualmente vive a Roma con la sua famiglia.
di Annamaria Giuliani

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