Concerti Magazine Teatro Carlo Felice Mercoledì 8 novembre 2006

Alla GOG la Russia piange

Magazine - Non è una serata allegra e spensierata quella che viene proposta dalla GOG lunedì 13 novembre. Di sicuro, non è dedicata a chi desidera ascoltare un po’ di musica rilassante prima di andare a dormire. Le opere in programma, due trii per pianoforte, violino e violoncello, rientrano in quel genere di composizioni musicali che non possono lasciare indifferenti.
Al Carlo Felice, l’ensemble da camera Trio Tchajkovskij suonerà il Trio n. 2 op. 67 di Dmitrij Shostakovic (1906-1975) e il Trio op. 50 di Piotr Ilic Tchajkovskij (1840-1893). Si tratta di opere composte in occasione della morte di persone care. Il primo trio, scritto nel 1944, è dedicato a Ivan Sollertinsky, il migliore amico dell’autore; il secondo, composto nel 1881-82, è sottotilotato In memoria di un grande artista in onore del pianista Nikolai Rubinstein.

Basterebbero queste prime righe per convincere chiunque a non mancare a teatro lunedì 13. Cosa c’è infatti di più alto e sublime del lamento umano di fronte al dolore e alla morte? Un lamento che è sempre carico di un’impareggiabile dignità: di fronte a un uomo che soffre, è impossibile non provare un senso di rispetto. E se la musica è lo strumento più adatto per rappresentare l’animo umano e per “mettere in scena” i nostri sentimenti più profondi, è facile intuire che la serata del 13 novembre verrà difficilmente dimenticata.
Nel trio di Shostakovich, il dolore lancinante causato dalla morte dell’amico è rappresentato con chiarezza, con la stessa precisione con cui una bella fotografia può mostrarci un panorama. Gli attacchi del primo e del terzo movimento sono a dir poco struggenti, le note lunghe suonate dal violino e dal violoncello lasciano davvero col fiato sospeso. Il secondo movimento, più energico, consente di prendere il respiro. Il quarto comincia con una danza di morte ebrea, un riferimento ai campi di concentramento nazisti di cui si avevano le prime notizie nei mesi in cui Shostakovich scriveva, e si conclude con un lamento malinconico finale.

Tutta la storia musicale russa viene ripercorsa in una serata. Dalla Russia degli zar e di Dostoevskij (1821-1881), di cui Tchaikovskij rappresenta uno dei maggiori interpreti, all’Unione Sovietica della Rivoluzione d’Ottobre e del regime, con cui per tutta la carriera è tenuto a confrontarsi Shostakovic, fino alla Russia di oggi con il Trio Tchajkovskij, costituito a Mosca nel 1975. I suoi componenti, Pavel Vernikov, Konstantin Bogino e Anatole Liebermann, hanno ottenuto i rispettivi titoli accademici al Conservatorio di Mosca, nei loro strumenti e in musica da camera, studiando con i più grandi musicisti sovietici del periodo. Dopo alcuni anni passati a suonare nei principali teatri dell’Unione Sovietica, dal 1981 l’attività concertistica del Trio si è sviluppata nei più importanti centri musicali mondiali, dove ancora oggi continua con grande successo.

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