Magazine Mercoledì 8 novembre 2006

Scrittori under 25 alla ribalta

Nella foto: la copertina del libro Terzo Millennio
dedicato a L., in guisa di keepsake

Mercoledì 9 novembre, alle 5:30 , il vostro cronista mondano prediletto (cioè io: anche il superlativo preside e grecista Antonio Silva, a voi benissimo noto, ) è in trasferta a Milano, al . Gioco in casa, disèmm inscì: il bar S. Valeria è vicino alla , presso cui fui giovane innumerevoli anni fa, e in Cattolica insegna , curatore ottimo (con l’aiuto del Caffè versato: ma di ciò in avanti) dell’Under 25 – terzo millennio, or ora uscito per . Come i volumi precedenti che portavano questo nome, anche questo raccoglie un mannello ( ? Come parli, frate?) di racconti – – scritti da giovinotti e giovinotte inferiori in età ai 25 anni del titolo al momento dell’invio.

La scelta è avvenuta sulla base di un bando e la cernita è stata affidata al Langella de quo antea diximus che ne ha poi discusso col summenzionato Caffè versato, quanto dire una diecina di critici finiti e in fieri, di cui mentre redigo le presenti brevi note solo conosco il prodigioso Alberto Carli, conservatore della folle collezione Gorini a ed esperto in corpore vili di Scapigliatura e Scapigliati (l’è anca amìs dèl Ferrario, l’imprescindile vergatore de , di cui già ha dato conto).

Che i racconti di circa 25enni siano vagliati da circa 30enni, seppure con una supervisione accorta come quella fornita dal prof Langella è una bella idea in sé. Se poi li si sceglie seduti in quel , meglio ancora. Se infine si raccontano i dibattiti, le discussioni, i sorrisi e i sarcasmi in 30 paginette di scintillante prefazione, divisa in 6 giornate come fosse una via di mezzo fra il Decameron e il Gen. 1,1-2,4, il risultato è fin qui ottimo. Chiunque abbia posto mano alla prefazione, ha scritto un racconto lungo pieno di verità e vita, che è quanto poi sarebbe lecito aspettarsi dagli omologhi che occupano le 130 pagg. circa seguenti. Duole dover notare – perché notarlo secondo - che non è così. I giovani narratori parlano un sacco di se stessi, anzi meglio degli inquilini di loro medesimi, come diceva il maestro , e sembrano ignorare che si vive ben sì da soli su questa terra, ma che appunto la terra esiste, e con essa un paesaggio (anzi molti), città (ma precise, con nomi: Milano, Genova, Torino, , che sono alcune delle provenienze).

Esiste inoltre una scelta di scrittura, decisiva per l’esito di qualunque scritto che sia diverso dalla lista della spesa e determinante senza nessun dubbio di quanto sarà poi il cosiddetto, famigeratissimo contenuto. Ciò detto, qualche talentino c’è, e la migliore è una ligure, anzi addirittura una ragazzuòla di . Si chiama , scrive una ferocissima storia d’amore e da grande potrebbe fare la soggettista per Gabriele Salvatores periodo . Gli altri 9 non sono bocciati, è anzi il caso di rivederli, meglio se già al S. Valeria – e intanto, me racumàndi, non dimenticate che giovedì s’inizia con la venerabile , qui raccontato per voi tutti dal vostèr semper vostèr
di Giovanni Choukhadarian

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