Magazine Lunedì 6 novembre 2006

Baci e abbracci, Claudia



Una conoscente mi ha raccontato che suo marito lavora in una agenzia marittima e si occupa del personale. Responsabile delle risorse umane. Si chiama così. Ma non di tutte le risorse umane. Solo una parte. Perché a questo signore è stato “suggerito”, direttamente dalla direzione, di non assumere più donne. Intanto apriamo una parentesi sulla parola assumere. Parola grossa di questi tempi di recessione dei diritti del lavoro. Si parla sempre di contratti a tempo determinato, co co co, coccodè eccetera. E poi solo a uomini. E già, perché le donne magari si sposano, fanno figli e poi hanno le mestruazioni una volta al mese, sai com’è. Scocciature. Meglio eliminarle. Eppure abbiamo un Ministero per le Pari Opportunità, o sbaglio?

Poche sere fa alla trasmissione , la giornalista è stata definita, sottovoce, ma mica tanto, una “gnocca senza testa”. È successo mentre intervistava, incalzandolo, Antonio Di Pietro. Uaooo. Complimenti per la classe. Beh. Una cosa è vera. Bisogna dirlo. La Rula è una gnocca. E ancora potevano dire, figona, bona, bonazza, sventola, e via dicendo. È una bellissima donna, se è questo che intendevano. Però pare che la sua bellezza sia in qualche modo imbarazzante. Eh già, perché quelle belle normalmente fanno le veline o fingono di ballare nelle trasmissioni della domenica pomeriggio. Insomma, il punto è che la Rula è stata definita “gnocca senza testa” da uno dei signori che, invece di tacere e ascoltare, commentava ridacchiando con i suoi vicini. Ed è nato subito il giallo. Chi è stato tra Marco Travaglio, Filippo Facci, Renato Brunetta e Giulio Spinelli a dar man forte a Di Pietro con quella frase a dir poco insolente? Tutti si dicono sconcertati e dispiaciuti, sorpresi e meravigliati. Fanno gli scolaretti. Solita solidarietà maschile. Ma che razza di facce di bronzo siete, signori miei. Ma suvvia, un po’ di dignità. Non avete mica più dieci anni.

Leggo le reazioni. Prima fra tutte quelle della signora Jebreal, che commenta dicendo che non le interessa sapere chi è stato e che oramai non si stupisce di queste cose, ci è abituata, perché il mondo del lavoro che lei conosce bene, è molto maschilista e questa è la reazione che gli uomini hanno quando si trovano di fronte una donna intelligente che li mette in difficoltà.
Santoro taglia corto: «Un fatto di maleducazione esterno a noi e al programma, ma ho problemi più forti a cui pensare, ha presente Berlusconi? Può immaginare?» (da La Stampa del 5.11.06.- Michele Tamburino).
Sì, mi vien da dire, ho presente Berlusconi. Un altro uomo che, se non ricordo male, messo in difficoltà, quella volta da Lucia Annunziata e non potendo darle della gnocca senza testa, perché, diciamolo pure, la signora Annunziata non è più giovane e bella come Rula Jebreal, reagì andandosene via. Il presidente del Consiglio in quell’occasione apostrofò la Annunziata come "una persona violenta": «Lei è una violenta e sta cercando di non farmi dire delle cose» (Corriere.it 13 marzo 2006). Però era vero il contrario. La giornalista cercava di farsi rispondere a precise domande e l’allora Presidente del Consiglio parlava d’altro.

Comunque, tornando al caso di Annozero, mi domando perché il cosiddetto “colpevole” non dica, sono stato io. E magari chieda scusa alla signora Jebreal. Ma forse tutto il patetico gruppo di maschietti dovrebbe chiedere scusa. Perché io non credo proprio che sia una sciocchezza su cui sorvolare.
Rula Jebreal dice che queste cose le sono capitate sovente. Sottile le ha dato della rompicoglioni e Calderoni della "abbronzata". E lei dice: «Sono abituata, sono serena e addirittura divertita». (da La Stampa Web del 5.11.2066 di Michele Tamburino).

Vorrei rivolgermi al signor Santoro e dire che no, non è vero che è una cosa di poco conto ed esterna alla trasmissione, in quanto è stata offesa una delle sue collaboratrici da suoi ospiti e tutto ciò ha molto a che fare con il programma.
E poi vorrei anche dire una cosa alla signora Jebreal. È male abituarsi a questo tipo di cose, che diventano automaticamente malcostume e su questo bisognerebbe riflettere, cara la mia Rula.

Dunque, mi pare di capire che una donna, se vuole essere presa un po’ sul serio, debba prendere qualche accorgimento. Eccomi qui con qualche consiglio, per esempio per la nostra bellissima e preparata giornalista palestinese:

1. Farsi crescere i baffi e infoltire le sopracciglia (si può ricorrere al posticcio in casi estremi)
2. Mi raccomando i peli delle gambe. Che spuntino dalla calza a velo e che la strappino
3. Non avvicinarsi ad un parrucchiere per almeno 6 mesi
4. Non vestirsi come la Santanchè (quello lo sconsiglio comunque e in qualsiasi occasione)
5. Non deodorarsi l’ascella, aiuta a tenere tutti a un palmo dal culo
6. Indossare larghi maglioni e larghe gonne, quelle che indossavo io da adolescente per nascondere tette e curve
7. Coltivarsi un porro o una vescica sul mento e grattarselo continuamente per infiammarlo (per procurarselo suggerisco una qualsiasi piscina dove restare con la faccia appoggiata sulle piastrelle del bordo vasca per almeno venti minuti)
8. Allenarsi ad esprimere la stessa espressione da pazzo di Calderoli o quella di Gasparri mentre tenta di convincerci che sta pensando. In realtà la scelta è molto ampia. Lo stesso Santoro biondo può ispirare.

Poi mi viene da pensare. La Bindi non è certo una velina. Siamo tutti d’accordo. Sembra quasi una suora laica, con quel suo modo un po’ dimesso di vestire. Una di comunione e liberazione. Però anche lei è stata attaccata. Ultimamente le hanno dato della lesbica. Dunque, mi domando, è discriminante essere belle o essere donne?

Causticamente, acidamente vostra
di Claudia Priano

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