Concerti Magazine Mercoledì 25 ottobre 2006

Beethoven‑Schumann: ultimo round

Magazine - Manca ormai un solo concerto alla conclusione dell’avvincente ciclo “Beethoven-Schumann”, che ha aperto la Stagione Sinfonica del a suon di concerti per pianoforte (Beethoven) e sinfonie (Schumann).
È stato un ciclo con luci ed ombre, che d’altronde comporta di per sé la scelta di affidare 5 serate a 5 direttori e a 5 pianisti diversi.

Se quindi da un lato non sempre si è registrata sintonia tra direttore, orchestra e solista, tuttavia il pubblico ha avuto la possibilità di apprezzare i punti di vista più svariati: da Gianluca Cascioli, che aggiungeva note non scritte alla partitura del quarto concerto beethoveniano, ad , che restituiva un secondo concerto fatto di cuore, oltre che di tecnica, per arrivare alla serata di venerdì 20, in cui Roberto Cominati e il direttore Juanjo Mena finalmente hanno parlato con una voce sola: grande unità d’intenti nel terzo concerto di Beethoven, e soprattutto una caparbia lettura della quarta sinfonia di Schumann, conclusasi con calorosissimi applausi al direttore spagnolo anche da parte dell’orchestra stessa.

Ed ora c’è grande attesa per l’ultima serata, quella di venerdì prossimo, 27 ottobre, quando al pianoforte si siederà una delle più interessanti promesse del pianismo italiano: Giuseppe Andaloro. L’impresa non è da tutti: il quinto concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven, detto l’Imperatore.
Si tratta del più monumentale e imponente dei concerti beethoveniani, che si apre in un tripudio di arpeggi, scale, trilli, finché tutta l’orchestra non espone il primo tema, degno davvero del più nobile dei monarchi.
Nel corso di tutto il brano si alternano episodi di grande solennità ed energica espressione a momenti più sereni, intimi, come nel corso del commovente secondo movimento, Adagio.
È un concerto passato alla storia anche perché fu con esso che Beethoven si esibì per l’ultima volta in pubblico, in occasione del Congresso di Vienna, nel 1815, quando ormai era completamente sordo, ma sorretto dalla ferma volontà di esserci, di testimoniare con tutta la sua persona l’immensa ricchezza della sua arte, in cui riversava l’amore per l’uomo e per la vita, ma anche la lotta contro il destino, il desiderio di pace e di fratellanza universale, temi che per la prima volta entrano prepotentemente nella storia della musica grazie al genio beethoveniano e che si trovano riflessi e mescolati anche nell’Imperatore.

Chiuderà la serata (e il ciclo) la terza sinfonia “Renana” di Schumann. È un pezzo insolitamente tranquillo e rasserenante, per quanto il suo autore fosse già entrato nel pieno della malattia mentale che lo avrebbe portato a tentare il suicidio più volte nel corso di quegli anni. Ma l’estate del 1850 (in cui la sinfonia fu scritta) fu per Schumann una rara oasi di pace e tranquillità: aveva vicino persone serene ed amanti del quieto vivere e un clima benigno, ma soprattutto viveva a due passi dal Reno, a Düsseldorf. E al Reno, sorta di nume tutelare e benefico della pace riconquistata, il compositore dedica questa sua ultima fatica sinfonica, tra momenti di grande esaltazione e giubilo a fasi musicali meno concitate, come ad esempio i bei canti popolari del secondo e terzo movimento. Ma la cifra dominante di questo estremo capolavoro di Schumann è, senza dubbio, la poesia. La poesia in musica, degna davvero del più grande Romanticismo tedesco, tutta da ascoltare.

Stagione Sinfonica 2006 – 2007
Venerdì 27 ottobre 2006, ore 20.30 – Teatro Carlo Felice
Robert Schumann (1810 – 1856)
Giulio Cesare, ouverture op. 128
Sinfonia n. 3 in mi bem. magg. op. 97 “Renana”
Ludwig Van Beethoven (1770 – 1827)
Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 op. 73 “L’Imperatore”
Orchestra della Fondazione Teatro Carlo Felice
Direttore ALEXANDER SHELLEY
Pianista GIUSEPPE ANDALORO
Biglietti da 15.50 Eu a 26 Eu, giovani 10.50 Eu

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