Magazine Martedì 24 ottobre 2006

Un narghilè in via Prè

La letteratura di stranieri, che raccontano le loro vicende di emigrazione, è sempre più numerosa. Quasi tutti i racconti seguono un percorso comune di degrado, miseria, sofferenza per arrivare all’emancipazione e all’integrazione nel paese che viene scelto come nuova casa.
Con questa sua seconda prova letteraria, Cristina Dotto, dopo , con affronta e arricchisce il tema dell’immigrazione con una serie di racconti, raccolti nella scuola di italiano per stranieri, svolta nel centro storico di Genova prima del 2001.
Il libro edito da Stampa Alternativa, per la collana ‘strade bianche’, è basato sulla trascrizione in forma colloquiale, dei racconti degli stessi protagonisti. Una trascrizione testuale che conserva tutta la drammaticità delle storie. Non c’è niente da aggiungere e niente da togliere.

Sono loro: Pedro, Nichi, Juilet Ana, Ronny, Jean Paul… sono del Perù, della Colombia, dell’Ecuador, delle Filippine, del Senegal… sono loro a parlarci, con la forza delle parole, del loro dramma e delle speranze che accompagnano vite sradicate, gettate e confuse negli eventi di questo nostro tempo inquieto.
Il Narghilé evocato solitamente ha un uso conviviale, fa immaginare atmosfere esotiche e profumate; invece da quel Narghilé in via Prè si diffonde un sapore dolce amaro di vite in attesa. Però, per la durata della scuola si era "fumato in compagnia un narghilè speciale, alimentato da un tabacco introvabile e da un’acqua molto rara": così descrive, l’autrice del libro, quella esperienza durata un anno e che arricchirà i protagonisti.
La scuola di italiano per gli immigrati verrà chiusa pochi giorni prima del G8 del 2001; era un obiettivo troppo facile per le retate di clandestini da parte della polizia, arrivata in massa a proteggere i ‘grandi della Terra’.

Nelle 85 pagine di questo piccolo ma intenso libro, di storie svolte come un unico racconto fatto a Sandra-Cristina, viene testimoniato un passaggio che riguarda in particolare Genova e via Prè: la zona dove le culture, le difficoltà della vita, i suoi aspetti oscuri e intricati come la stessa urbanistica, si ritrovano e si scontrano.
Sandra-Cristina, la maestra di italiano che raccoglie quelle storie, sa ascoltare e ce le porge affinché anche noi possiamo sentirle: sono voci di dolore e amore, di vita e morte, che ci aiutano a capire cosa si nasconde dietro quei tanti volti che incontriamo distrattamente nei vicoli della nostra città. La storia continua. Alcuni frammenti di quelle vite non andranno persi. Cristina Dotto li ha voluti fissare in parole scritte ed ora ce le consegna. Semplicemente così.

Il libro verrà presentato, con l’autrice Cristina Dotto, sabato 28 ottobre 2006, alle ore 18, presso la libreria Portoanticolibri di Palazzo Millo - a Genova di fronte al Bigo.
di Giorgio Boratto

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