Magazine Martedì 24 ottobre 2006

La posta del cuore

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Titolo: CRUDELE
Sono distrutta dal fatto che l’unico uomo di cui mi sia mai innamorata, l’unico che mi abbia letteralmente rapita e resa felice coincida con la persona peggiore che abbia mai conosciuto.
Ho quasi trent'anni e ho avuto una relazione di sei mesi con un mio collega un po' più grande, finita da quasi un anno. Quando abbiamo iniziato lui conviveva da anni ma aveva anche una storia parallela di cui mi aveva parlato in confidenza. Aveva perso la testa per questa donna che lo teneva al guinzaglio, ma non aveva intenzione di lasciare la sua compagna.
Io nel frattempo ero alla frutta con il mio ex con cui stavo da 5 anni e di lì a poco lo avrei lasciato senza rimpianti.

Nel mio collega vedevo un uomo geniale, autorevole nel lavoro, dotato di un amore straripante x la vita, un uomo da sedurre e inseguire, inoltre un mago a letto. Nonostante all’inizio mi andasse bene una liaison pepata, in seguito mi ha letteralmente soggiogata: io, che sono spesso sentimentalmente algida, trovo in lui corrispondenze e affinità sconvolgenti, anche lui come me ha un disperato bisogno di espandersi, di crescere, di non arrendersi alle comodità, ha un’energia che mi acceca.
Mi ero innamorata, ma col tempo anche stufata del lato confidenziale della relazione, gli avevo detto che non volevo più sapere nulla delle altre, ma lui rispondeva che la nostra storia era nata sotto un profilo “amicale” e non poteva andare diversamente, allora io lo lasciavo con poca convinzione e poi mi rifacevo viva… insomma le solite tristi cose.

Intanto, nel corso dei mesi, la crisi con la sua compagna si aggravava, per ragioni anche gravi e, pressato a dismisura dai problemi, dalla compagna, dall’amante 1 e dall’amante 2, ecco spuntare la terza che conosce sul lavoro, ma che vive lontano (con cui tutt'ora ha una relazione). Un giorno scappa da lei e così finalmente si fa lasciare dalla compagna e manda a quel paese l’amante 1 e me. Fin qui nulla di troppo strano. Me lo aspettavo da un momento all’altro, anche perché io al momento della rottura ero molto indebolita emotivamente visto che con i suoi comportamenti mi faceva sempre sentire inadeguata, debole.

Voleva confidarmi anche questa sua nuova passione, ma io ero allo stremo e non potendo spaccargli la faccia in ufficio gli telefonai, chiedendogli se lo faceva apposta a non capire di essere troppo crudele con me. Apriti cielo! Cominciano le azioni crudeli e ovvie, mi dice chiaro che non conto niente e mi tortura facendomi capire in ogni modo quanto ama la 3. Sono partita per mille trasferte di lavoro, con l’inferno nel cuore, e mi sono concentrata su un unico obiettivo: riappropriarmi di tutta l’energia che mi aveva succhiato e dei miei sogni che quotidianamente sviliva. Volevo però ritornare nel pieno delle mie forze anche per avere una seconda chance di farmi conoscere, perchè ciononostante, mi ha cambiato + che mille altri, mi ha emozionato, mi ha migliorato e nessuno riesce a colpirmi come continua a fare lui. Lui, invece, pur sapendo che stavo male, non mi ha mai risparmiato nulla. Non trovando altre spiegazioni all’inizio interpretavo questi comportamenti come tentativi di tenermi legata a sé x vanità, poi visto che la cosa continuava, ho pensato che forse ancora qualche interesse poteva esserci, e non avevo torto.
Ma grazie ai miei momenti di distacco, ero riuscita a tornare serena e a vivere la mia vita senza lasciarmi influenzare dalle sue isterie.

Con l’inizio dell’estate mi sentivo bene, facevo lo sforzo di non interessarmi a nulla che lo riguardasse, ma le notizie mi giungevano all’orecchio tramite i pettegolezzi dell’ufficio. Una tortura. Vengo a sapere che la sua relazione a distanza naviga tra alti altissimi e bassi bassissimi, un giorno innamorati, l’altro ai ferri corti. E lentamente la situazione tra noi si evolve: comincia di nuovo ad essere civile con me, poi gentile, mi cerca, mi parla, ottenendo da me solo freddezza, perché sapevo che la sua storia era ancora in piedi, anzi dovevano addirittura andare in vacanza insieme. Non gli ho dato chance. Dopo un paio di mesi di lento riavvicinamento, ci ha provato espressamente e più di una volta, proprio pochi giorni fa. Io non ho ceduto, gliel’ho "fatta annusare” ma nulla più e ho continuato a non cercarlo fuori dal lavoro dicendogli che non mi interessava affatto ripetere una relazione come la precedente. Ho fatto bene, voleva solo provare il suo potere su di me. Ma non riesco a fregarmene.
È possibile che passato quasi un anno, faccia così solo per pura vanità? Perché mi vuole tenere legata a sé? Perché queste crudeltà senza senso, come se dovesse vendicarsi lui? Perché solo lui ruba la mia intelligenza e ne fa ciò che vuole? Cos’ha quella che io non ho? E soprattutto, visto che lui sfrutta la mia civiltà e il mio autocontrollo, come faccio a fargli capire di lasciarmi in pace, senza dargli soddisfazione? Che vuole da me?

Io lo amo, e lo dico con una certezza disperata. L’orgoglio sì c’entra, c’entra sempre con me, se non c’entrasse, glielo avrei detto che lo amo invece di fingere come una scema. Ma è la prima volta che non c’entra abbastanza. Soffro nell’avere una rivale che non conosco, che non ho mai visto, con cui non mi posso misurare e lei ai miei occhi è la donna perfetta, dev’essere una dea, cazzo, ma da quando ho rinunciato al sogno di noi due, sono spenta, senza risorse… mi dicono che non mi amo abbastanza. Forse è vero che nell’eccessivo amore che metto nelle cose che scelgo, spesso tralascio me stessa, io sono l’unico essere a cui non so dare un valore. Altri pensano che non ami lui abbastanza se sono riuscita a non cedere alle sue ultime avances, ma non capiscono che se ho scelto così è proprio perché l’amore che ho è l’unica cosa che di lui mi rimane.

È come se avessi il seno pieno di latte senza un figlio da allattare. Mi sta marcendo dentro.
Cosa vorrei da lui? Che mi amasse. Pagherei tutto quello che costa il suo amore, ci proverei. Da innamorato dev’essere insuperabile. Vorrei che capisse quanto siamo simili, quanto il nostro modo di esprimere la vitalità sia simile, quanto anche le nostre frustrazioni siano simili, perché siamo due anime allineate anche nelle differenze. Lo so, parlo come una sbiadita “cappuccetto rosso” alla soglia dei trenta… dimmi cosa pensi. Sbaglio forse a pensare che mi abbia fatto del male?
Ti dico 2 cose di me: ho la fortuna di fare un paio di lavori estremamente creativi che mi piaccono moltissimo e mi assorbono altrettanto. Ho degli amici. Eppure...
Grazie e scusa le lungaggini...
Anonima

Cara, interminabile, anonima,
hai capito quello che chiedo a lettrici e lettori e hai contestualizzato benissimo. Infatti ho dovuto tagliare qualche punto troppo rivelatore. Quindi la risposta non sarà pienamente comprensibile che a te.
Credo proprio che purtroppo tu abbia azzeccato la diagnosi. La personalità creativa e ammaliante nasconde -e dipende da- un ego diciamo estremamente sviluppato. I probemi di cui hai scritto più estesamente non hanno contribuito a migliorare una personalità che sembra alternare grande insicurezza -il bisogno costante delle conferme più banali che ci siano attraverso la seduzione- a una specie di idea di onnipotenza che i famosi problemi hanno messo in forse. Così si è spezzato -credo- l'inconsistente equilibrio che teneva insieme psicologicamente il tuo fragile ex amante. Non lo giustifico, anzi. Ho un solo consiglio da darti, prendi la parola "fragile" che ho scritto sopra e, attraverso lei, guarda con occhi diversi il comportamento e la personalità del tipo. Nel migliore dei casi ti farà pena, nel peggore schifo e non mi sentirei di biasimarti. A una certa età è obbligatorio diventare grandi. Tu sei creciuta, lui no. Usa la tua, di personalità, che è ben strutturata e determinata, per dimenticarlo. Senza darti a pena di annientarlo, cosa che potresti fare benissimo, se ti riuscisse il giochetto di vederlo com'è: fragile, puerile, gratuitamente crudele.
Fidati, e auguri,
Antonella
P.S. Cambiare posto di lavoro? per dire...



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di Antonella Viale

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