Magazine Lunedì 23 ottobre 2006

Un libro per soli adulti

Nella foto in alto e in prima pagina: la copertina del libro 'Unoindiviso' di Alcìde Pierantozzi
Raramente capita di leggere nella quarta di copertina di un libro Consigliato ad un pubblico adulto. Ma anche altri elementi del romanzo di Alcìde Pierantozzi - Unoindivisiso (Hacca, pp.170, 12 Eu) - incuriosiscono ancor prima di iniziare a leggerlo.
L’autore è precocissimo, leggo sempre sul dorso del volumetto che ha iniziato a scrivere di critica letteraria e filosofica a quindici anni. La sua opera prima, quella che ho in mano, esce quando ne ha ventuno. L’incipit della presentazione di Marco Mancassola recita «il talento fa paura, soprattutto quando è giovane».
Insomma, una cosa si capisce subito: in Unoindiviso si deve nascondere qualcosa di forte, di quella forza istintiva, emozionale ed esplosiva tipica di chi è giovane e senza peli sulla lingua. La citazione in quarta - "No, non ci sono mai piaciute le cose belle. Io, Taiwo, per noi due la bellezza era una: quella. Quel ribrezzo, quella porcheria, qualle ripugnanza" - toglie ogni dubbio.

Due gemelli siamesi sono un corpo unico dalla cintola in giù, due persone distinte da lì in su. Due teste, un pene, un paio di gambe. Una ipsilon umana, biforcuta, schizofrenica nel suo contenere un lato buono e uno cattivo.
Una trama tra l’horror e il grottesco, un linguaggio duro, che non indugia di fronte a scene desadiane - ecco il perché del pubblico adulto - si mescola ad un aspetto poetico, riflessivo, infarcito di riferimenti filosofici, culminante nella dedica a Pier Paolo Pasolini.

Uno indiviso non è un libro semplice. Pierantozzi si rivela all’altezza della presentazione in quanto a forza espressiva. Le simbologie si sprecano, così come gli spunti di riflessione. L'inferno del mondo moderno si riflette nella divisione in gironi di dantesca memoria. Ma alla fine non c'è nessun paradiso, al massimo un antipurgatorio.
Qui domina il ripugnante, appunto, già evidente nella conformazione fisica dei/del protagonisti/a, reso ancora più chiaro dalle loro azioni.
Omicidio e poesia, l'infimo e l'altissimo si alternano: il Male, Dio, la vita e la morte, e poi Rousseau, Aristotele, Parmenide. Sono solo alcuni degli spunti che emergono nel testo tra una riga e l’altra, mentre i protagonisti di cimentano nelle più orribili esperienze, senza turbamento, come fosse una cosa normale.

Fate un po' di training autogeno prima di iniziare.
di Daniele Miggino

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