Magazine Martedì 17 ottobre 2006

Marco e Cesco come i Rolling Stones

Nelle foto: la copertina del libro di Mauro Gaggero

Magazine - Due uomini fanno i conti con il passato. Ma i loro sogni e le illusioni arrivano fino ad oggi, fino Quasi a casa. Così s'intitola il libro edito da Fratelli Frilli Editori, che verrà presentato, venerdì 20 ottobre alle ore 18, presso la libreria Portoanticolibri di Palazzo Millo a Genova. È la storia di una amicizia, tra Marco e Cesco, attraverso i ricordi di una vita scandita da passioni, ideali, momenti uniti dagli accordi di una musica partita da un jukebox.
L'autore è Mauro Gaggero, un genovese che di questi ultimi dice di avere pregi e difetti.

Il libro racconta anche una risalita: quella di Cesco – un alcolizzato - che con l’aiuto di Marco, della sua ex moglie e dell’infermiera Cristina, ritrova il senso della vita che aveva perduto. Cesco ad un certo punto della storia, parlando dei personaggi conosciuti da giovane, dice: Poi la vita li avrebbe ingoiati tutti. Bulli da periferia, cacciatori di bagnanti, ras del biliardo e nuotatori da mareggiata. Marco e Cesco, invece, s'inventano un progetto per sfuggire a quell’ingoio minaccioso: diventeranno Max e Jerry.
Come una sorta di novelli Blues Brothers, i due daranno vita ad un duo musicale che girerà i migliori ristoranti suonando e cantando solo le note struggenti di una ballata dei Rolling Stones: Sitting on a fence, una canzone del 1967 tratta dall’album Flowers. I due amici dovranno, durante quel tour di un anno, raccogliere i soldi necessari a realizzare la casa di Cesco, l’amico sfortunato.

Ma la loro amicizia viene anche messa alla prova, come un giorno avevano messo a prova i loro ideali: fascismo, liberalismo, democrazia, comunismo; questi diventano aspetti del carattere e chiariscono le posizioni esistenziali di ognuno. La vita restituisce quello che in fondo loro si aspettavano: un cinico risultato senza speranza; ma andrà davvero come si aspettano?
A tratti il libro è malinconico, poi invece, con passaggi ispirati, ci porta a respirare l’allegria: la vita, se lo vogliamo, è capace di donarci sempre degli appigli e soprattutto la ricchezza dell’amicizia.

Il libro ha anche il pregio di comunicarci come anche solo una canzone, possa diventare lo strumento per assaporare e dare un senso alla vita. Infine quello ‘steccato’, su cui si è seduti sopra, richiamato dalla ballata che i protagonisti cantano, potrebbe essere la delimitazione di un confine tra la vita vissuta senza senso e quella che si logora nel ricordo di quanto poteva essere fatto di giusto e no.
Per questo, Quasi a casa, trova una giusta simbiosi con la ballata, con il canto infinito dei sentimenti.

di Giorgio Boratto

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