Magazine Martedì 10 ottobre 2006

Bacci Pagano se ne va in Sardegna

Nella foto in alto e in prima pagina: la copertina del libro 'Con la morte non si tratta'
Nella foto in basso: lo scrittore Bruno Morchio

Magazine - È l'antieroe genovese per eccellenza, l'investigatore suo malgrado, l'analfabeta dei sentimenti, il segugio da caruggi. Ma stavolta Bacci Pagano lascia la Lanterna per la Sardegna. Calmi, è solo un arrivederci.
L'ultimo libro di , Con la morte non si tratta, segna lo sbarco di Bacci sull'isola, ma anche quello dell'autore sul mercato nazionale. Il libro è uscito il 5 ottobre per l'editore Garzanti. «Ma rimango molto legato alla Fratelli Frilli», dice lui, «che ha avuto il merito di lanciare il personaggio».

Dopo aver venduto oltre ventimila copie solo con la prima puntata della saga di Bacci Pagano, una vita da caruggi (il che, più o meno, vuol dire aver fatto jackpot a Genova), Bruno ha deciso di far cambiare aria a Pagano: «in un certo senso è stata una sfida - dice l'autore - farlo uscire dal guscio, tirarlo fuori da un contesto metropolitano e metterlo in uno agricolo come la Sardegna».
Già, ma perché proprio lì? Le ragioni sono due: «Liguria e Sardegna sono due paesaggi dell'anima, sponde dello stesso mare. In questo libro sono fondamentali la luce, i colori, la natura. E poi vado in vacanza all'Ogliastra da quindici anni, conosco benissimo quei posti e ci sono affezionato. Insomma, avevo voglia di calare Bacci in questa realtà».

Assoldato da un detenuto per trovare il figlio scomparso, Pagano deve prendere il mare. Pare che il ragazzo sia nascosto nel remoto paese di Tertenìa, dove i forestieri non passano inosservati. «Inizia ad andare nei bar a chiedere di questo ragazzo. E il suo arrivo mette in moto una serie di eventi - dice Bruno - anche tragici. Cosa che lo farà sentire in colpa, responsabile».

Nel frattempo, l'investigatore ritrova la propria di figlia. La ragazza vive da anni a Chiavari con la madre, la quale non vuole che si leghi troppo a Bacci a causa della sua condotta di vita: pericolosa e sconclusionata. «Ma a aun certo punto la ragazza litiga furiosamente con la mamma - dice Morchio - e corre in Sardegna ad insaputa di lei. Il rapporto tra i due si stringe, anche se non è sempre rose e fiori. Alla fine, a Bacci viene un rigurgito di nostalgia: si ricorda dei bei momenti passati con la moglie Clara, la nascita della bambina», continua Morchio.
E quindi, si intenerisce? «Non credo, più che altro è la condizione di estrema precarietà che ogni tanto lo rende nostalgico. Le cose fisse della sua vita sono la macchina e la vespa, tutto il resto è in balìa degli eventi. Ecco, in certe occasioni Bacci pensa che non potrà andare avanti così tutta la vita».

Non diciamo di più sulla storia. Intanto, Morchio pensa al seguito. «Sarà incentrato sulla crisi della psicanalisi nell'epoca contemporanea», dice.
Niente più Bacci quindi? «Assolutamente no, è sempre lui il protagonista. Verrà assoldato per proteggere un dottore». Come mai affronti questo tema? «Perché lo conosco: la società contemporanea impone modelli irreali. Si cerca la rimozione delle sofferenze, dei difetti, persino della morte. Ma la vita è un'altra cosa».
Hai mai pensato ad un futuro in TV o al cinema per Bacci Pagano? «Quale scrittore non ci pensa? Sono media che danno una visibilità enorme. Io preferirei il cinema, perché il piccolo schermo tende ad appiattire. Ma non si può mai dire, se qualcuno mi facesse un'offerta...».

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di Daniele Miggino

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