Magazine Martedì 3 ottobre 2006

Segnali di Fumetto

Nelle immagini due tavole storiche. Tra le foto una carrelata di quello che potrete vedere alla mostra.
© Fondazione Rum
Altre foto

Magazine - Quando nel 2004 muore Francesco Rum – intellettuale imperiese e grande appassionato di fumetti – i figli ereditano una collezione di oltre 30.000 pezzi, un vero e proprio resoconto a fumetti della storia di Italia, del periodo compreso tra il 1908 e gli anni '70. Un vero tesoro. Roba per cui vale la pena aprire un museo.

In attesa che il Museo del Fumetto di Genova apra – è questione di mesi – l’ in collaborazione con la ha allestito negli spazi espositivi della Biblioteca Berio una mostra che ha l’obiettivo di raccontare il fumetto come mezzo di comunicazione finalizzato al consenso politico.

Il Fumetto Italiano di propaganda 1912–1945 - visitabile dal 7 al 21 ottobre, dalle 11 alle 18 – mostrerà il nostro paese attraverso i disegni e le avventure che hanno appassionato, e formattato, i nostri nonni.

«La è un viaggio nel tempo in sei tappe –ci racconta Francesco Casolo, uno dei suoi curatori– cadenzate da un’ottantina di fumetti che percorreranno sei momenti della nostra storia. Si comincia con La Guerra di Libia (1912), per finire con la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), passando per l’Autarchia (1938) e il regime Fascista (1922-1943)».
Il fumetto di propaganda è caratterizzato dalla ricerca di un consenso che sia il più esteso possibile e che, contrariamente a quanto si possa pensare, non si identifica solo nel periodo fascista (1922–1943), che ha portato a livelli massimi questa tecnica, ma è comune a tutte le maggioranze al potere.

E così tra una storia di intrattenimento e l’altra ci sono eroi – come Schizzo – che smettono i panni dell'avventuriere esotico per partecipare alla guerra contro l’Impero Ottomano, nel 1912, o Italino, eroe irredentista che nel 1915 fa impazzire Kartofel Otto , Gofernatore Austriaco, con i suoi graffiti tricolore.
Man mano che il Fascismo prende piede poi, la propaganda è anche oscurantista. Da un giorno all'altro infatti scompaiono gli eroi e i modi anglosassoni – baloon compresi – sostituiti da una produzione autarchica e molto più ideologica. Sparisce Flash Gordon e sugli albi appaiono giovani Balilla ed eroi dalla grande mascella italica, come Dick Fulmine, che combattono contro Bolscevichi, Turchi e Alleati.
Diverse e Politicamente scorrette poi le parodie con cui si ridicolizzano gli avversari da Roosvelt a Churchil, passando per Stalin.
Esaltazione del regime, celebrazione del duce e demonizzazione dei nemici sono gli elementi di un percorso educativo che caratterizza i fumetti fino al 1945, data con cui la mostra – aperta gratuitamente al pubblico – chiude il suo viaggio nella storia.
La propaganda però non si chiude con il 1945, cambia e diventa meno ossessiva; dopo la fine della guerra infatti, assieme a chewingum e calze di nylon sbarcano nelle edicole anche le riviste filo–americane, «ma - ci confida Francesco - questa è un’altra storia, che potremo raccontare in un nuovo viaggio».

La mostra aprirà i battenti alle 17 di Sabato 7 Ottobre con un’inaugurazione alla quale parteciperanno Claudio Bertieri, critico e saggista e Luigi Bona, presidente della Fondazione Fossati.

Consigli per gli aquisti:
I fumetti di inizio secolo non sono solo rari come un Gronchi Rosa ma possono costare anche molto di più, i, prezzo in questi casi dipende dalla voglia dei collezionisti. Per conoscerli e sfogliarli senza svenarsi consiglio una visita alla Mostra, magari - se proprio volete arrivare un po' più competenti - con in mano una copia della , il romanzo con cui Umberto Eco racconta l’Italia di inizio secolo attraverso i fumetti della sua infanzia.

Buona lettura e… Buona Mostra!

di Francesco Cascione

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Fotogallery

Oggi al cinema

Miracolo a Milano Di Vittorio De Sica Fantastico Italia, 1951 Guarda la scheda del film