Magazine Giovedì 28 settembre 2006

Segnali di Fumetto

Nell'immagine ecco la che Angelo Stano ha realizzato per i numeri 241 e 242 di Dylan Dog
© Sergiobonellieditore
«, cosa facevi a fine settembre del 1986?»
«Ero in Spagna, col mio fidanzato di allora. Fu un viaggio epico, lungo tre mesi nei quali visitai in lungo e in largo la penisola Iberica, tornai a Novembre!»
«E così il numero uno di Dylan Dog era l’ultimo dei tuoi pensieri…»
«Mi sa di sì. Pensa che di quel periodo ho una foto di me in spiaggia che leggo la Nausea di Sarte».

Voi ve lo ricordate cosa facevate nel 1986? Dove eravate, con chi eravate e, soprattutto, se siete tra i cinquantamila che investirono 1300 Lire del vecchio conio nell’acquisto dell’ , la storia che ha dato il via a quel fenomeno editoriale chiamato Dylan Dog?

Per parlare di Dylan e dell’appuntamento che si rinnova – puntuale come la morte (appunto) – da 240 mesi, abbiamo raggiunto telefonicamente, nel suo ufficio di Via Buonarroti, a Milano, che di Dylan Dog non è solo il redattore capo ma anche uno degli autori. Non è proprio il suo papà – ruolo in cui si alternano e Tiziano Sclavi – ma un suo amatissimo zio.

Dylan Dog nasce principalmente come fumetto horror-splatter, ma oggi è diverso da allora. Cosa è successo?
«È cresciuto – risponde – perché è cresciuto Sclavi e in generale è cambiato il modo stesso di intendere l’horror.
Quando Dylan è nato Tiziano aveva trent'anni, scriveva, leggeva e guardava cose diverse da quelle che guarda legge e scrive oggi. E non solo, oggi ad occuparsi della vita editoriale di Dylan c'è un folto gruppo di autori. Ogni sceneggiatore conosce, interpreta e caratterizza il personaggio in modo diverso.
Lo splatter – ossia il largo uso di spargimenti ematici – era un genere che a metà degli anni ottanta caratterizzava l’horror in tutte le sue forme, fumetto compreso come oggi non avviene più. Prendi l’Enigmista: non è un horror ma è splatter mentre in The Others c'è terrore senza che ci siano particolari raccapriccianti».

In Dylan Dog, rispetto ad altri fumetti, è molto discontinuo. Ogni albo fa storia a sé.
«È un lusso che possiamo permetterci e che ha creato complicità tra autori e lettori. In un numero Dylan ha trecento anni e il mese dopo non è vero. In questo modo gli abbiamo potuto fare di tutto. È stato ucciso e non sempre lo abbiamo resuscitato. Nella Zona del crepuscolo – ispirata ad Edgar Allan Poe – lo abbiamo facendogliela proprio dimenticare, la morte.
Una scelta del genere ci permette - come con Tex - di mantenere giovane un personaggio che ai tempi di (nel 1972) era un bobby di vent'anni e che ha smesso di invecchiare nel 1986.

Per il ventennale - il 28 settembre - uscirà una storia doppia a colori. Una novità.
«La novità non è tanto nel colore ma nel fatto che la cosa si ripeta il mese dopo. La storia doppia, unica anche grazie alla vedrà il ritorno di , della strega Kim e del gatto Cagliostro. Un’avventura epocale!
I colori sono il nostro modo per ringraziare i lettori – oltre 190.000 – che ci seguono fedelmente da anni. Per l’anno prossimo - ci preannuncia - i colori arriveranno con il numero 250, disegnato da Brindisi e sceneggiato – udite udite – da Tiziano Sclavi».

240 numeri sono un bel traguardo. Ci sono storie che preferisce e altre ?
«Ovviamente ci sono numeri che sono venuti meno bene di altri – lo stesso Sclavi ne è cosciente – ma preferiamo parlarne tra di noi anche perché ogni lettore ne ha una classifica tutta sua. Per quel che riguarda le storie più amate sembra che , e (queste ultime sceneggiate magistralmente proprio da Marcheselli ndr), siano in testa alle classifiche di molti lettori.
Un capitolo a parte meritano le storie di Sclavi. Leggendole si riconosce la mano di Tiziano. Prendi La storia di Nessuno, sono passati quindici anni da quando è uscita e nessuno, autore compreso, è riuscito a capirla. Unica, irripetibile e straordinariamente non-sense, c'è tutto Sclavi in quelle pagine!».

Il futuro prossimo è un ritorno al passato. È infatti di questi giorni il varo di una nuova ristampa - - con cui si ripercorrerà a cadenza bimestrale tutta la carriera dell'Indagatore dell'Incubo.
Quando domando come sarà il Dylan Dog del 2026 Mauro mi risponde che con un fumetto è difficile guardare così lontano. «Sono pronte - come sempre - le storie per i prossimi due anni e l'affezione dei lettori ci consente di ben sperare», ma per sapere come sarà Dylan Dog a quarant’anni bisognerà aspettare che esca – il 28 settembre del 2026 – il numero 481!

Non resta quindi che aspettare recandovi in edicola ad ogni fine mese.
Ovviamente se in questo momento siete in un tour spagnolo e ritornerete solo a Novembre chiamate casa e chiedete che ve ne tengano una copia per quando rientrerete. Vent’anni si compiono una volta sola!

Buona Lettura!
di Francesco Cascione

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