Magazine Martedì 26 settembre 2006

Piccoli grandi libri in mostra

Per tre giorni, dal 29 settembre all'1 ottobre (orario 8.30-19.30), alla Commenda di Pré, si terrà la fiera del libro La storia come presente, organizzata dal Segretariato del Libro. La manifestazione concentrerà l’attenzione su pubblicazioni di argomento storico di piccole case editrici e di librerie antiquarie e di modernariato. L’intento dell’iniziativa è quello di riavvicinare il pubblico alle questioni della memoria storica, senza la quale il presente diverrebbe indecifrabile; nel tempo stesso, La storia come presente si pone l’obiettivo di riconquistare una visibilità alle piccole case editrici drammaticamente perduta in libreria.

Anzi, sperduta in quelle megalibrerie cui corrispondono le “grandi” case editrici, ciascuna con il proprio autore o la propria “compagnia di giro”. Poche case, pochi autori. In obbedienza a uno storto, quanto stolto progetto economico-culturale: è più vantaggioso distribuire un solo libro in un milione di copie che centomila libri in cinquecento copie. Ciò ha schiacciato, estromesso, anche il libraio vecchio modello: persona informata, in grado di agevolare il lettore nella scelta, tra mille proposte editoriali. Oggi si può solo distinguere, e a malapena, il personaggio televisivo pubblicizzato nei talk-show, se non addirittura emerso da qualche reality-show.

Se tutto questo è vero per pubblicazioni di carattere letterario, lo è mille volte di più per quelle di argomento storico, nel senso più ampio dell’espressione. Pochi autori saltellano con soave leggerezza, spacciandosi per studiosi, dalla biografia di Omero a quella di Hitler e in pochi mesi passano attraverso quella di Giovanna d’Arco di cui è appena uscito il film che, non certo per colpa loro, è distribuito dal medesimo gruppo editoriale che pubblica il libro.

Inevitabilmente censurate da questo tipo di mercato, le piccole case editrici conservano e stimolano una intensa vivacità intellettuale non appiattita sui valori della sottocultura televisiva dominante. E, molto spesso, riproponendo letture inedite o approfondite di eventi e situazioni, per rigore costituiscono un argine anche alla diffusione di paccottiglia solo apparentemente “alternativa”, dalla New Age ai vari esoterismi.

In questa realtà, paradossalmente, anche i libri di un qualche rilievo delle “ammiraglie”, che pur vengono pubblicati, diventano, in brevissimo tempo, irreperibili. Per questo gli organizzatori della fiera hanno avvertito il bisogno di affiancare alle piccole case editrici, le librerie di modernariato, ibrido tra moderno e antiquariato, che permettono di conservare testi, anche di recentissima pubblicazione, altrimenti perduti. Fatale condanna dettata non dal secco giudizio critico, né dall’asettico mercato, ma da esigenze editoriali più inclini a promuovere la novità piuttosto che libri di sicuro interesse, acciaccati però dal sentore di muffa che gli viene dall’esser relegati in cantina da decenni.

Dalle piccole case editrici, passando attraverso le librerie di modernariato, è breve il passo alle librerie antiquarie la cui funzione, oltre a soddisfare palati raffinati, è volta a tramandare la memoria tramite la conservazione di testi che costituiscono, ciascuno a suo modo, più affidabili riferimenti per chi aspira a penetrare il passato per confrontarsi con il presente.

Nel corso della manifestazione verranno proposte in incontri-dibattito alcune novità delle principali case editrici presenti, nella misura di due o tre al giorno.
di Daniele Miggino

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